CORONAVIRUS – Città in allarme, non si parla d’altro. Accesso limitato dei parenti al “Kennedy”

Mentre salgono allerta e timore a livello regionale, anche la nostra città non è da meno. Stamattina le strade di Crema – dove non si parla d’altro – sono ancora semi deserte. Di solito il lunedì, in centro, l’andirivieni di persone e mezzi è notevole, mentre oggi non è così. Cresce sempre più la paura, soprattutto dopo la conferma dei due nuovi casi positivi riguardanti cittadini cremaschi, pare del quartiere di Santa Maria (ma non ci sono conferme ufficiali).

Il nostro tour mattutino presso le farmacie ha confermato quanto ipotizzato ancor prima di partire: mascherine PP3 e lavamani esauriti (arriveranno nei prossimi giorni, ma è difficile capire quando) e medici/farmacisti continuamente interpellati dai clienti per consigli e per avere rassicurazioni rispetto al virus. In Comune tutto tace, ma si lavora sodo: oggi pomeriggio alle 15 i sindaci cremaschi si ritroveranno nuovamente in Sala degli Ostaggi per prendere atto dell’ordinanza regionale di chiusura delle scuole e delle manifestazioni, ma anche per fare il punto sulla situazione. Dalla Regione potrebbero presto arrivare misure ancor più restrittive anche per noi. In municipio, intanto, il personale al front office è stato dotato di mascherina, anche se gli sportelli sono chiusi al pubblico per un paio di giorni. La prudenza non è mai troppa. Sotto il Torrazzo un manifesto del Ministero ricorda i dieci comportamenti de seguire per prevenire il contagio.

A scopo cautelativo, nel frattempo, il direttore sanitario dott. Fabio Bombelli e il direttore generale Gian Paolo Foina, dell’ospedale “Kennedy”, hanno raccomandato a parenti e visitatori “di limitare al massimo le visite e in genere l’accesso ai servizi della struttura”. In particolare “occorre che si astengano del tutto le persone che presentano sintomi quali tosse, raffreddore, febbre, congiuntivite o che risiedono nei Comuni a rischio” (le quali, comunque, da oggi non possono uscire dal territorio comunale, con controlli affidati alle forze dell’ordine). Gli anziani, specie se con altre patologie, sono i soggetti più a rischio. Si attendono ulteriori informazioni dopo la riunione in corso.