CORONAVIRUS – Riunione dei capigruppo. Si va verso la chiusura delle scuole cremasche fino al 29 febbraio. La Regione anticipa i sindaci

Incontro
S’è conclusa da poco la riunione dei capigruppo delle forze consigliari di Crema, convocate dal sindaco Stefania Bonaldi nel suo ufficio per un “doveroso aggiornamento – come ha detto il primo cittadino – rispetto all’evoluzione di queste ultime 72 ore”. Prima degli ”annunci”, Bonaldi ha ripercorso questi ultimi, frenetici, tre giorni, tra riunioni in Prefettura, in Comune e con l’Ats.

Il sindaco ha ricordato che i lavoratori del Comune residenti nelle zone interessate sono stati lasciati a casa a scopo prudenziale, come indicato dagli enti superiori. Ha anche chiarito le comunicazioni della Prefettura e i contenuti del Comitato per l’ordine e la sicurezza, con coordinamento della task force a cura del dottor Piro, in Prefettura. “Ats sta lavorando alacremente, nei casi accertati viene individuata la cerchia dei contatti della persona (in media si calcola circa 250 individui) per ricostruire la rete e far scattare le misure idonee”, tra cui l’iniziale ‘quarantena’ fiduciaria, per poi procedere alle verifiche e ai monitoraggi del caso. La sanità lombarda, in ogni caso, funziona e non va creato allarmismo. Lo hanno affermato anche Emanuele Coti Zelati, così come Manuel Draghetti.

Comune di Crema

“Da domani mattina i giocatori dell’Oratorio Sabbioni saranno sottoposti al tampone”, ha aggiornato il sindaco circa i giocatori del Csi della squadra cittadina. Ricordato quanto contenuto nell’ordinanza di ieri dei sindaci, Bonaldi ha anche spiegato che “sempre ieri sera l’ordinanza di chiusura è stata estesa a diversi locali pubblici”, anche se, s’è capito, un locale cremasco molto frequentato è rimasto aperto.

La novità sostanziale dell’incontro è che oggi pomeriggio si riuniranno ancora in Comune i sindaci cremaschi e, da quanto s’è appreso, si va verso la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado cremasche sino al 29 febbraio, così come di tutti gli impianti sportivi sia per le gare sia per gli allenamenti delle squadre. Pesano, in tal senso, la posizione del Comune di Milano e le dichiarazioni del sindaco Sala.

“In ogni caso se è primaria la tutela della salute”, questa va equilibrata con una legittima prudenza rispetto alla possibilità di ingenerare panico nella gente: lo ha chiaramente sostenuto ancora il sindaco, trovando tutti d’accordo.

Costruttivi anche gli altri interventi. Chicco Zucchi del Polo Civico ha dichiarato che “se il Comune chiudesse bar e ristoranti per un periodo io, pur con tutte le critiche del caso, guarderei a questa iniziativa come a un gesto di grandissima responsabilità e lo sosterrei”. Francesco Lopopolo ha ribattuto che “il rischio nel chiudere in città è che la gente poi si sposti altrove, moltiplicando i contatti. Si tratta di una decisione pesante, che dovrebbe eventualmente essere presa dall’alto”. Ne va dell’economia lombarda. D’accordo con entrambi Antonio Agazzi di Forza Italia: “Lo scenario prospettato da Zucchi va considerato, è vero siamo accerchiati, ma in prospettiva, oggi non c’è alcun caso di cremaschi infetti”.

Mentre pubblichiamo l’articolo, la Regione ha annunciato la chiusura delle scuole lombarde fino a sabato 29 (compreso) anticipando i nostri sindaci.