DONNE REPORTER – ‘Iraq, una generazione in prima linea’: il nuovo documentario di Pagani e Manisera

Iraq
Donne Reporter, appuntamento al femminile per venerdì 21 febbraio alle ore 18.30 in Sala Alessandrini nel quale Arianna Pagani e Sara Manisera presenteranno il loro nuovo documentario Iraq, una generazione in prima linea, realizzato per il canale franco-tedesco Arte.
L’evento, organizzato dagli assessorati Cultura e Pari opportunità del Comune di Crema, avrà come protagoniste due giovani fotogiornaliste che racconteranno, con parole e immagini, la loro esperienza come reporter indipendenti che hanno lavorato recentemente in Iraq a stretto contatto con le proteste pacifiche dei giovani iracheni. A partire dal 2003, anno della caduta del regime di Saddam Hussein e della conseguente invasione statunitense, la popolazione civile è impegnata nella riconquista pacifica della propria città e dei diritti umani. Ingresso Libero.

DONNE REPORTER E DONNE CHE LOTTANO PER IL PROPRIO PAESE

In Iraq, Arianna e Sara, hanno potuto osservare gli sviluppi degli attuali conflitti e vissuto insieme a giovani iracheni in protesta, non solo per i propri diritti, negati dal governo, ma anche nelle lotte ambientaliste per il cambiamento climatico. Dal 1° ottobre 2019, numerose sono state infatti le manifestazioni pacifiche organizzate in tutto l’Iraq e il bilancio è terrificante: 600 morti e 21.000 feriti, questa la risposta delle forze di sicurezza e milizie irachene. Sulla linea del loro precedente web-documentario ‘Donne fuori dal buio’, anche in questa sede ampio spazio sarà dato a tematiche femminili, in particolare le due autrici racconteranno le vicende di donne che hanno scelto di restare in Iraq e lottare per il proprio Paese. La serata è patrocinata da Consulta delle Pari Opportunità del Comune di Crema, Associazione Donne Contro la Violenza Onlus, Rete Con-Tatto Territorio Cremasco, Soroptimist International Club di Crema, Libera, Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Presidio di Crema, Crema per Mediterranea Saving Humans.