FOIBE – Il sindaco: “La Memoria è un diritto di enome valore”

Poco fa in piazza Istria e Dalmazia, il Giorno del Ricordo, per rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo Dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Presenti tutte le forze dell’ordine e le associazioni combattentistiche e d’arma con labari e gagliardetti, ma anche gli studenti delle scuole superiori Sraffa, Galilei, Racchetti e Marazzi. Dopo l’Inno d’Italia s’è proceduto con la deposizione di una corona d’alloro alla lapide della memoria. Poi, gli interventi ufficiali, a partire da quello di Benito Caizzi, profugo giuliano dalmata, seguito dalle parole del sindaco Stefania Bonaldi. Non sono mancati intermezzi musicali grazie al prof. Matteo Pagliari e a Ilaria Doldi e Diletta Andreini, dell’Istituto Folcioni.

“Noto con piacere che oggi, Giornata del Ricordo, fra i presenti ci sono diversi giovani – ha esordito Caizzi nel suo discorso, menzionando le prossime iniziative su tema, del 14 febbraio –. Oggi ricordo anche mio fratello Tommaso, che è mancato lo scorso anno e che tante energie ha speso perché non venisse scordato il dramma degli esuli e l’orrore delle foibe. Sono passati oltre settant’anni da allora, questi avvenimenti sono stati ufficialmente riconosciuti dalle istituzioni, ma capita siano oggetto di polemiche e strumentalizzazioni. Questo non conforta gli esuli e le loro famiglie e confonde l’opera di conoscenza di questi misfatti da parte delle nuove generazioni”, ha proseguito. Fondamentale, dunque, il ricordo e anche scrivere la verità su quegli avvenimenti. Il sindaco Bonaldi, da parte sua, non ha nascosto la propria emozione. “Mista all’orgoglio perché da 15 anni il nostro Paese ha superato l’imbarazzo e l’ipocrisia, facendo pace con se stesso e incorporando nella memoria anche questi suoi figli. La memoria è un diritto di enorme valore. A noi il compito di fermare chiunque voglia rendere vano quel sacrificio”, ha detto, spostando poi la riflessione sull’oggi e sull’Europa. “Noi cremaschi ci crediamo, sin dagli esordi fummo presenti con il nostro Lodovico Benvenuti“.

Il 14 febbraio, presso l’Aula Magna dell’Università, in mattinata (10-12.30), ricordiamo l’incontro con lo storico Tristano Matta e con il testimone Fiore Filippaz, già ospite in città anche in altre circostanze. Organizzano Rete Scuole Superiori Cremona e Associazione nazionale Divisione “Acqui”.

Sabato articolo completo sul nostro giornale, con gli interventi integrali delle autorità.