LAVORO – Cooperativa sociale “La Tela” in difficoltà: il sindaco interviene

Come annunciato qualche giorno fa, i sindacati hanno incontrato in una riunione i dirigenti della cooperativa sociale “La Tela”. 

Sono state confermate le forti difficoltà economiche di questa realtà. Ai lavoratori non sono stati versati gli ultimi quattro mesi di contributi, ma i dirigenti hanno informato che ciò dovrebbe accadere nei prossimi mesi. Dai 170 dipendenti del 2013 la cooperativa oggi ne conta un’ottantina, di cui 25 con fragilità. Un nuovo incontro tra i veritic della  cooperativa e i sindacati è atteso per il prossimo 10 febbraio.

“Guardiamo con apprensione i fatti relativi al fallimento della cooperativa ‘La Tela’ e nei giorni scorsi, per il tramite dell’assessore al Bilancio Cinzia Fontana, abbiamo contattato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, chiamati dalle maestranze della cooperativa, per avere un primo quadro della situazione – ha commentato il sindaco –. Abbiamo altresì concordato che ci aggiorneremo dopo i prossimi passaggi ufficiali, perché il Comune e il territorio possano fare la propria parte nella vicinanza e nel sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici che saranno lasciati a casa”. Si tratta per vero di una situazione non nuova, a Crema, perché qualche anno fa un caso analogo aveva riguardato la Cooperativa “L’Alternativa”, con risvolti pesanti per moltissimi dipendenti, per i quali erano venute meno garanzie importanti e inderogabili da parte dei vertici aziendali. 

“E, stando alle informazioni raccolte, ‘La Tela’ nasce in parte proprio sulle ceneri di quella cooperativa – prosegue Stefania Bonaldi –. Ora, conosciamo troppo sommariamente i fatti per trarre conclusioni affrettate: sarà necessario anche fare chiarezza nelle sedi competenti per capire se le responsabilità sono ancora le stesse di ieri, perché i lavoratori e le lavoratrici di una cooperativa sociale non sono lavoratori di serie B, né hanno diritti ridotti o eludibili”. Le imprese anche quando sono sociali “non possono solo confidare nella loro vocazione di prossimità, ma devono essere e comportarsi da imprese, altrimenti possono finire gambe all’aria, con strascichi sociali e umani pesanti”. L’augurio è che per i lavoratori della cooperativa ci siano soluzioni positive.

“Confermiamo sin d’ora la nostra vicinanza fattiva con gli strumenti propri del welfare di comunità, se sarà necessario. Al contempo non mancheremo di sollecitare gli enti preposti perché vigilino su questa situazione e sui meccanismi necessari a impedirne tristi e pericolose repliche in futuro”.