EX SCUOLA DI CIELLE – Ci risiamo: falle nella recinzione perimetrale e pericolo!

Cascina Valcarenga, ex scuola di Comunione e Liberazione di Ombriano. Ci risiamo. Lo scorso novembre il sindaco Stefania Bonaldi aveva emesso un’ordinanza per obbligare – entro trenta giorni – il curatore fallimentare a ripristinare l’area e a metterla in sicurezza, soprattutto a livello perimetrale. Nell’ordinanza si prescriveva, appunto, di “ripristinare la recinzione di cantiere con interventi che dimostrino efficacia, non solo nell’immediato, ma protratti nel tempo al fine di garantire l’inviolabilità dell’intero perimetro”, provvedendo pure allo sfalcio di alberature spontanee ed erbe incolte eccedenti i confini dell’area. Avevamo ampiamente documentato lo stato di abbandono della struttura e la facilità d’accesso, con tutti i pericoli del caso.

Un intervento, nel frattempo, è stato eseguito, con posa di alcune nuove recinzioni sul fronte in luogo di quelle crollate, ma la problematica s’è ripresentata altrove. Non sta a noi giudicare, ma senz’altro quanto fatto non ha garantito “l’inviolabilità della zona… protratta nel tempo”. Infatti sul retro, come dimostrano le fotografie che pubblichiamo, in più punti è molto facile entrare nell’area del cantiere: la rete è stata divelta e piegata; altrove, essendo ormai piuttosto debole, s’è di nuovo lasciata andare. Insomma si è punto e a capo. Nuovi lavori per ripristinare danneggiamenti e ammaloramenti sono necessari, nell’immediato.

Se in novembre il sindaco aveva parlato di “condizioni intollerabili”, stavolta poco ci manca: la sicurezza non è nuovamente garantita. La problematica si ripete dal maggio del 2017, quando il liquidatore della Fondazione “Charis” aveva provveduto, dopo la prima ordinanza comunale, a recintare l’area per evitare intrusioni nell’edificio, in stato di forte degrado e abbandono. Il nostro sopralluogo odierno, non può che confermare i problemi di sempre, questa volta nella parte retrostante della struttura: la modesta recinzione metallica in due casi è stata piegata e ha ceduto in un altro. Se l’accesso dei soliti ignoti è diminuito è solo perché siamo in inverno. In ogni caso il pericolo resta e le falle nella recinzione perimetrale si prestano a nuove azioni intrusive.  

Sempre un paio di mesi fa Bonaldi commentava: “Siamo ampiamente sotto i minimi termini del decoro, con rifiuti, anche ingombranti, abbandonati in prossimità dell’immobile e, comunque, entro il perimetro della proprietà”. L’affermazione porta a due altre considerazioni. Innanzitutto l’espressione “ampiamente sotto i minimi termini del decoro”: gli interventi effettuati non sono riusciti a migliorare di molto le cose, quindi si è ancora sotto i “minimi termini”! Secondo: i rifiuti abbandonati ora non sono solo all’interno della zona di cantiere: sempre sul retro, in una roggia secca, è possibile, infatti, osservare una piccola “discarica” a cielo aperto: carte, cartacce, scatole, pezzi d’arredo, sacchi indifferenziati non fanno certo bella mostra di sè. Sì, aveva ragione il sindaco a dichiarare che “il liquidatore, che ha in carico il bene e tutte le responsabilità in merito al suo mantenimento in condizioni accettabili, deve intervenire senza indugio”.
Lo sottoscriviamo e vale anche per oggi. In ogni caso visitare questa zona porta sempre una grande tristezza: soldi ed energie spesi per niente, anzi per lasciare in dote alla città un ecomostro abbandonato a se stesso.