FESTA DEI GIORNALISTI CON IL VESCOVO DANIELE

Festa dei giornalisti con il vescovo Daniele, questa mattina in episcopio, in occasione della memoria liturgica di san Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione, che cadeva ieri. “Oggi comunque – ha detto mons. Gianotti – è la festa della conversione di San Paolo, il grande predicatore che potrebbe benissimo essere anch’egli patrono dei giornalisti.”

Il momento d’incontro ha previsto la celebrazione della Santa Messa, nella sala azzurra dell’episcopio e un confronto, con scambio di idee,  tra vescovo e giornalisti.
Commentando le letture della liturgia, quella della conversione di Paolo lungo la strada di Damasco e il Vangelo dell’invio missionario, il vescovo ha fatto notare come nel Vangelo (conclusione del testo di Marco) si faccia riferimento all’episodio raccontato negli Atti  quando, Paolo, naufrago insieme ai compagni di viaggio sull’isola di Malta, venne morso da una vipera, senza subirne alcuna conseguenza.
“Non mancano veleni anche nel mondo della comunicazione”, ha commentato il vescovo, invitando tutti ad un’informazione corretta, soprattutto chi lavora in giornali di ispirazione cristiana.

Dopo la Messa il momento di confronto, nel quale mons. Gianotti ha invitato i giornalisti a esprimere le loro aspettative nella comunicazione della Diocesi per migliorarla, nei suoi mezzi e nei suoi momenti ufficiali.
La prima proposta avanzata è stata l’organizzazione – per il prossimo anno – di un corso di aggiornamento che i giornalisti possano frequentare per ottenere i crediti formativi necessari.
Secondo invito rivolto al vescovo è stato quello di attivare una sorta di ufficio stampa della diocesi. Idea a cui mons. Gianotti sta già pensando.
“Guardo poco la televisione, ma posso affermare che le vostre testate mi hanno aiutato a conoscere il territorio” ha dichiarato il vescovo rispondendo a una domanda precisa. “Non mi ricordo notizie che hanno generato imbarazzo”.

Il confronto è stato anche occasione per parlare delle difficoltà del lavoro di un vescovo e dei cambiamenti in atto in diocesi: nelle nomine, nella formazione di Unità pastorali, etc… “Quest’anno avremo i primi diaconati – ha infornato mons. Gianotti -. Io, data la mia esperienza in Emilia, sono di questo parere: il loro servizio è da giocare nella comunità da cui escono. Il quadro di partenza deve essere la loro parrocchia di appartenenza, ideale come terreno iniziale con cui confrontarsi”.