VEGLIA ECUMENICA: “Ci trattarono con gentilezza!”

Intronizzata la parola di Dio al centro dell’altare. Questo il primo gesto della veglia di preghiera ecumenica che questa sera ha aperto la settimana di preghiera per l’unità del Cristiani nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore a Crema  Nuova.

Presenti il vescovo Daniele, il pastore Nicola della Chiesa Metodista di Piacenza e Cremona, padre Mihail della Chiesa Ortodossa russa e Padre Lucian della Chiesa Ortodossa romena.

La preghiera è stata realizzata dalle Chiese di Malta dove la nave che portava San Paolo a Roma, nel 70 d. C., approdò dopo una tempesta in mare. L’accoglienza, il tema della preghiera, secondo quanto raccontano gli Atti degli Apostoli dell’atteggiamento dei maltesi nei confronti dei naufraghi: “Ci trattarono con gentilezza”. Ha presentato il tutto padre Viorel Flestea, sacerdote romeno presente in diocesi per seguire i fedeli della sua nazione e responsabile dell’Ecumenismo. Al centro della Chiesa davanti all’altare, una barca, a significare la chiesa Una e Santa sulla quale tutti insieme viaggiamo. 

Dopo alcune invocazioni per chiedere perdono del peccato della divisione e alcune per la riconciliazione, la lunga e interessante lettura degli Atti degli Apostoli che narra l’arrivo rocambolesco di Paolo a Malta con 275 compagni di viaggio. 

Il pastore Nicola, commentando il brano ha invitato a salire tutti sulla barca per sentire, come Paolo e i suoi compagni di viaggio il vento che alimenta le nostre inquetudini. “C’è tanto vento in queste pagine degli Atti che crea angoscia e disorientamento, ha detto il pastore. Dopo il vento dello Spirito di Dio che aveva inondato di benedizioni i discepoli a Pentecoste, ora – sulla nave di Paolo – siamo costretti a confrontarsi con il silenzio di Dio. Al suo posto compare il vento di questo mondo, libero di disperderci. Arriva la tempesta, tutto diventa oscuro.” 

“Ma Paolo – ha aggiunto – invita tutti a farsi coraggio, le sue parole sono la parola di Dio che ha sentito dall’angelo. Un messaggio che è una fiammata dello Spirito Santo: Non temete! Lo dice anche a noi, perché, come per Paolo  c’era un progetto più grande che avrebbe portato il Vangelo a Roma, capitale del mondo, anche per noi c’è un  progetto di Dio: e chi può temere nel progetto di Dio? Tutti siamo chiamati alla salvezza – ha concluso il pastore Nicola –  dobbiamo rimanere uniti anche nelle nostre differenze: solo così potremo arrivare alla meta e metterci in salvo. Dio vuole che tutta l’umanità sia salva. Noi abbiamo il dovere di restare uniti perché abbiamo lo stesso battesimo e la stessa parola. I maltesi hanno accolto Paolo e i naufraghi con una gentilezza fuori del comune, anche noi dobbiamo accoglierci al di là delle nostre differenze teologiche.”

Dopo l’omelia la recita comunitaria del Credo e, di seguito, durante le preghiere dei fedeli sono stati portati otto remi alla barca-Chiesa con le otto parole-chiave della vita cristiana: riconciliazione, luce, speranza, fiducia, forza, ospitalità, conversione e generosità.

Al termine della veglia i ringraziamenti del vescovo Daniele. Ha auspicato che la settimana di preghiera sia una occasione preziosa per l’accoglienza gli uni verso gli altri con una “non comune umanità”, perché tutti siamo uno!

 

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