In Cattedrale la veglia di preghiera per padre Gigi e la veglia degli oratori

Veglia di preghiera
Un momento della veglia di preghiera in Cattedrale
Da poco si è conclusa la veglia di preghiera per la liberazione di padre Gigi, rapito il 17 settembre 2018, organizzata dal Centro missionario Diocesano e dal Servizio diocesano per la Pastorale giovanile e degli Oratori. Sono passati sedici lunghi mesi e da quel giorno i fedeli cremaschi, una volta al mese, si ritrovano per pregare tutti assieme affinché la prigionia del missionario possa terminare. Alla Cattedrale dunque tanta la gente accorsa, anche perché la serata ha assunto una duplice funzione, come ha ricordato il vescovo Daniele.
“Cari bambini, giovani, adulti, genitori e nonni ci ritroviamo qui animati dalla passione per i nostri oratori, carichi di speranza e di fiducia per ciò che essi rappresentano e di entusiasmo per la potenzialità che portano con sé. Oggi, però, ricorre anche l’anniversario del rapimento del nostro caro padre Gigi” ha così avviato la veglia monsignor Gianotti.
Al centro della celebrazione la parabola del buon Samaritano, figura presentata ai fedeli (anche attraverso un breve sketch teatrale) che prima hanno “conosciuto” le caratteristiche dei briganti e della comunità dei sacerdoti e leviti. Fedeli che per altro hanno potuto identificarsi con gli uni o gli altri grazie alle tesserine a loro consegnate al momento dell’ingresso e che nascondevano un segreto: grattando la parte argentata si scopriva la scritta “Anche tu puoi essere un buon samaritano”.
“Tre sono le caratteristiche del buon Samaritano – ha commentato il Vescovo durante il suo intervento -. Egli non ha paura dei rischi. È esempio di coinvolgimento in prima persona: interrompe il viaggio, gli fascia le ferite e lo carica sul suo asino rimanendo lui così a piedi; infine in lui c’è esagerazione. Egli ha fatto troppo: gli offre un passaggio, paga tutte le spese e molto di più”.
“Forse qualcuno, non certamente a Crema, può averlo pensato di padre Gigi. ‘Se l’è cercata. Andare in Niger, un Paese così pericoloso’. Padre Gigi, invece, non ha avuto paura proprio come il buon Samaritano. Gesù stesso è stato il buon Samaritano del mondo che ha donato sé per noi, peccatori” ha concluso Gianotti.
A seguire alcuni rappresentanti degli oratori della Diocesi hanno portato all’altare la propria busta, contenente il materiale prodotto grazie all’incontro e al dialogo con il missionario affidato a ogni parrocchia “per uno scambio di esperienze e di vita che fanno molto bene al cuore e a tutti noi”.
La serata è poi proseguita presso il palazzo vescovile dove gli ospiti della Casa d’accoglienza Giovanni Paolo II della Caritas diocesana di Crema si sono esibiti in uno spettacolo di teatro sociale. Tema il viaggio.