EX TRIBUNALE – M5S: “Sul riuso responsabilità chiare”

“La vicenda dell’ex tribunale sta mostrando gli aspetti grotteschi che l’hanno caratterizzata sin dall’inizio. Non solo a tutti coloro, M5S Cremasco in testa, che l’hanno giudicata quanto meno pasticciata sin dallo svolgimento del bando per la raccolta delle manifestazioni di interesse, ma anche a tutti coloro che avevano sperato e voluto credere che, dopo anni di abbandono, si fosse finalmente sulla strada del suo riutilizzo”. È l’incipit di un comunicato dei Cinque Stelle sulla vicenda.

Prima di entrare nel tema, Manuel Draghetti e soci ricordano anche “la triste vicenda dell’ecomostro di CL ai Sabbioni, l’irrisolto abbandono delle aree strategiche degli Stalloni e della Pierina; la via Bacchetta e, più in generale, lo scempio del verde urbano, ma anche lo stato pietoso degli asfalti di tutte le vie; l’assenza di un piano del traffico…”.

Sull’ex tribunale, i pentastellati sono convinti che “ora la Bonaldi tenti di distribuire le proprie responsabilità con altri diversi soggetti, che nulla hanno a che fare con la strada che questa Giunta ha voluto percorrere e dalla quale ora fatica a venirne a capo. Oltre a una serie di elementi tecnici sulla cui esattezza il M5S Cremasco ha inviato i propri dubbi, attraverso un esposto, alla Corte dei Conti, l’idea perseguita sarebbe quella, pure, di far convivere nello stesso immobile sanità pubblica (Asst) e sanità privata, con una miscellanea alquanto inopportuna. Dopo il ritiro da questa operazione, di un soggetto privato (Sanitas), anch’esso operante in ambito sanitario, dal sindaco neppure una parola su chi avrebbe dovuto dividersi la locazione con la Asst di circa la metà dell’ex tribunale”.

La società immobiliare vincitrice del bando, in quanto unico partecipante, aveva prefigurato la possibilità che altre realtà potessero sostituire il precedente soggetto privato, che si era nel frattempo defilato dal progetto, “ma a oggi non ve n’è alcuna traccia. Sono trascorsi la bellezza di un anno e due mesi senza che, ovviamente, risultino versati neppure i previsti 70.000 euro annuali, non rivalutabili, di corrispettivo da versare al Comune per il diritto di superficie quarantennale (scadenza nel 2060 !)”. Ora la Asst vuole giustamente vederci chiaro. “Viene il dubbio che l’obiettivo sia quello di far sì che l’Asst acquisisca tutto l’ex tribunale, finanziando così interamente l’operazione, visto che pare non esserci alcun’altra disponibilità. Ciò sarebbe uno sperpero inaccettabile di soldi pubblici, soprattutto con un progetto privo di solidi basi per un serio piano energetico e strutturale dell’immobile in questione”.

Precise le domande finali. “Quanti anni trascorrerebbero ancora per le inevitabili decisioni, la formazione e l’approvazione dei progetti, il reperimento delle risorse finanziarie e la loro spesa? Troppi! Che danno aggiuntivo ne avrebbe Crema, fra mancati introiti e spese connesse alla conservazione del fabbricato?  Infine, l’invito al sindaco a fare “autocritica” sul problemi connessi ai “grandi dossier di Crema”.