RIPALTA CREMASCA – Il 4 e 5 gennaio in scena la commedia dialettale Balù

Ripalta Cremasca
Si intitola Balù la nuova commedia dialettale che la Compagnia Teatro Ripalta porterà in scena, presso la sala dell’oratorio di Ripalta Nuova, le sere di sabato 4 e domenica 5 gennaio. Un’iniziativa tradizionale e di successo: e anche stavolta è già tutto esaurito.
Da ormai dieci anni è diventato per Teatro Ripalta un appuntamento fisso rappresentare la nuova commedia al termine delle festività natalizie. Balù è il titolo di questo nuovo testo di Corrado Barbieri: una parola dialettale che sta a indicare il pallone da calcio, ma anche una persona molto avvezza a raccontare bugie. Questo doppio significato è la base su cui si fonda la commedia, che vede protagonisti Teresa (in versione “perpetua”) e dun Angelo (un mix fra don Camillo e Renato Rascel in padre Brown) alle prese con un’ingente somma di denaro da gestire. Come è solito, quando si mette di mezzo il denaro, una schiera di persone si presenta in canonica nella speranza di poter approfittare di questa fortuna anche a costo di ricorrere a sotterfugi e inganni. Teresa e dun Angelo, però, grazie alla loro bonaria ignoranza e ingenuità, ma soprattutto grazie all’acume di chi ingenuo lo è – il piccolo Giuanì – riusciranno a mettere ordine in tutto e a smascherare gli approfittatori.
La commedia, realizzata con il patrocinio del Comune di Ripalta Cremasca, rappresenta uno spaccato di vita del paese negli anni ’70 e prosegue nella direzione ormai da anni intrapresa dalla Compagnia, cioè il recupero e la valorizzazione delle tradizioni e della cultura popolare. Il testo è infatti frutto di un’attenta ricerca storica del linguaggio ormai dimenticato, con l’obiettivo di tramandare e diffondere la memoria storica delle radici contadine ripaltesi.
Nel testo, inoltre, sono stati inseriti due omaggi a due personaggi della cultura italiana: Walter Chiari, qui presente con la gag de Il Sarchiapone e Giovannino Guareschi nel racconto della vincita al totocalcio ripresa nel film Don Camillo monsignore ma non troppo. Il comico e lo scrittore sono per l’autore due fonti di ispirazione sia per le situazioni paradossali che rappresentano, sia per i racconti degli spaccati di vita popolare che sono “storia”.
La commedia – i cui proventi saranno destinati a una famiglia in difficoltà – sarà replicata nel corso del Giugno Ripaltese.