MEMORIA E SPERANZA NEL PONTIFICALE DELLA PACE

Memoria e speranza il tema con il quale il vescovo Daniele, sulla scorta del Messaggio per la pace di Papa Francesco di questo 2020, ha caratterizzato il pontificale di inizio d’anno, questa sera, in un’affollata cattedrale, nella solennità della Madre di Dio e nella 53a Giornata per la Pace.

Un appuntamento tradizionale di incontro fra Chiesa e società civile, al quale erano presenti autorità civili e militari, tra cui il presidente della Provincia Paolo Mirko Signoroni e il vicesindaco di Crema Michele Gennuso in rappresentanza del sindaco Stefania Bonaldi. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni di ex combattenti e di impegno sociale con i rispettivi labari.

L’Eucarestia è iniziata alle ore 18.30. Ha accompagnato la liturgia la Polifonica Cavalli della cattedrale, diretta dal maestro Alberto Dossena.

Dopo la proclamazione del Vangelo da parte del diacono, le parole del vescovo Daniele. “I media alla fine dell’anno hanno gettato lo sguardo sugli avvenimenti più importanti che sono capitati e hanno avanzato le previsioni per il futuro – ha iniziato – e forse anche ciascuno di noi ha rifatto per sé questo esercizio.”

Pensando a ciò, il Vescovo s’è chiesto che cosa ciascuno di noi riesce a trattenere visto che tutto scivola molto rapidamente e sembra scappi via. “Sembra che la nostra memoria sia corta e corta anche la nostra immaginazione del futuro. Troppi eventi si susseguono e non ci è dato il tempo interiore di dare un senso a tutto questo.”

Rifacendosi alla Parola di Dio appena letta, mons. Gianotti ha ricordato come san Paolo parla di una “pienezza dei tempi”. Sono i tempi  e gli eventi di Dio che danno significato a tutto il resto. Per coglierne la pienezza, “bisogna fare come Maria: lei che – dice il Vangelo – custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore, e cerca di andare al cuore di ciò che sta vivendo, di ciò che succede.” Ci vuole tempo e pazienza, per lasciarsi illuminare e poter comprendere.

E il vescovo ha fatto l’esempio del titolo “Madre di Dio”: “È una cosa enorme che una donna sia qualificata madre di Dio e ci sono voluti quattro secolo perché nella Chiesa questo titolo venisse accolto e riconosciuto. Ma questo esercizio di andare al cuore di quanto Dio opera nella storia è nella vita di ciascuno, è essenziale per un credente.”

Ritornando appunto al rischio di una memoria corta e di una speranza corta, mons. Gianotti ha citato il messaggio di papa Francesco per la Giornata della Pace. “La memoria va custodita non solo per non commettere di nuovo gli stessi errori, ma anche perché è l’orizzonte della speranza.” E così “ciascuno dovrebbe meditare nel suo cuore ciò che accade, chiedere a Dio di comprenderne il senso, per essere testimoni di una memoria forte e aiutare a dischiudere uno sguardo di speranza, mettendo in atto gesti concreti per costruire progetti di pace.” 

“Se ci prendiamo il tempo di meditare gli eventi di cui siamo testimoni – ha concluso il vescovo Daniele – e proviamo a guardare al futuro osando sperare la pace e la possibilità di un mondo diverso, potremo avere giorni di benedizione. Soprattutto per i cristiani che hanno memoria del tempo favorevole, quello di Gesù Cristo, mandato da Dio per la salvezza del mondo, orientati alla speranza addirittura più forte della morte che Egli ci ha aperto con la sua Pasqua.”

A conclusione dell’Eucarestia, mons. Gianotti ha ringraziato tutti i presenti soprattutto le autorità e ha augurato loro un 2020 caratterizzato dal dialogo e dal successo per il bene della città. Di seguito, in sacrestia, ha salutato ad una ad una le autorità civili e militari consegnando loro il testo del Messaggio del Papa per la 53a  Giornata per la Pace. 

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