Il vescovo Daniele in visita al Rifugio-dormitorio della Caritas di Crema

Il Vescovo con alcuni ospiti del Rifugio "San Martino"

In occasione delle festività natalizie il vescovo Daniele ha voluto farsi prossimo alle persone più fragili presenti anche nella nostra città, visitando una delle scorse sere il Rifugio San Martino – il “dormitorio” nel palazzo ex Artigianelli in via Civerchi che dall’autunno-inverno 2013 la diocesi di Crema mette a disposizione di chi, per varie vicissitudini, si trova senza una fissa dimora e a vivere in condizioni di povertà – e partecipando, la vigilia, al tradizionale Pranzo di Natale con gli ospiti della Casa di Accoglienza, ai quali ha confermato l’attenzione e la vicinanza concreta della Chiesa locale alle situazioni di disagio.

Accolto dal direttore di Caritas Crema Claudio Dagheti e dai due operatori di turno – Roberto e Giorgio – ha dato il benvenuto a chi man mano, con tutte le proprie cose in spalla, arrivava; scambiando poi gli auguri condividendo con loro un albero di pasta sfoglia farcito con crema pasticcera.

In questo periodo, con le temperature che di notte si son fatte più rigide, tutti i 18 posti letto del Rifugio sono occupati.

“Poco più della metà delle persone ospitate – riferiscono gli operatori che si occupano dell’accoglienza, mentre durante la notte sono presenti due volontari – sono stranieri, il resto italiani e c’è anche qualche giovane. Si tratta di persone con problemi di dipendenza o di ordine psichico o anche, più semplicemente – puntualizza Dagheti – che si trovano a vivere in strada dopo essere rimaste senza lavoro o per abbandono familiare”.

L’ingresso è possibile, ogni sera, dalle 20 alle 22, mentre l’uscita è tra le 7 e le 9 del mattino. Al primo accesso viene accertata l’effettiva situazione e concordato le regole, che prevedono una permanenza massima di 14 notti – per garantire a tutti un po’ di sollievo rispetto al vivere in strada, che con il freddo diventa piuttosto pesante – e l’obbligo di farsi una doccia ogni sera prima d’andare a letto. Viene infatti anche fornito il cambio vestiti, oltre alla colazione prima d’uscire, al mattino, e la possibilità di consumare un pasto caldo, pranzo o cena, presso la Casa d’Accoglienza Giovanni Paolo II in via Toffetti 2, ai Sabbioni.
“Qualora le richieste superassero il numero di posti disponibili – fa osservare il direttore – i tempi di permanenza verrebbero ridotti a cinque notti, per consentire un turnover maggiore. Situazione alla quale, nei sette anni d’apertura del Rifugio, non si è quasi mai attivati – aggiunge – perché siamo sempre riusciti ad accogliere tutti e quando c’è stato molto freddo e qualche persona rischiava di restare fuori, si sono trovate soluzioni alternative al dormitorio; con alcuni senza tetto ospitati ne che si son rese disponibili”.

Gli operatori e i volontari che si occupano del dormitorio, oltre a provvedere a incombenze pratiche, tiene a sottolineare Dagheti, “hanno soprattutto il compito di costruire relazioni con le persone ospitate, per instaurare relazioni che spesso durante il giorno vengono perse, e costruire contemporaneamente percorsi che pian piano possano per lo meno proporre un cambio di vita. E anche se, sul target come quello di chi frequenta il Rifugio, è un obiettivo non sempre facile, trattandosi di senza fissa dimora, ad alcuni ospiti – conclude – a fine percorso viene proposto di passare in Casa d’Accoglienza, uno step successivo per la fuoriuscita dal bisogno, che se da una parte prevede regole più stringenti, dall’altra offre opportunità per una riqualificazione professionale, la ricerca di un lavoro e la possibilità di vivere nella comunità della Casa”.

Ieri poi, memoria di Santo Stefano protomartire, operatori e volontari, con le rispettive famiglie, e ospiti delle strutture di Caritas Crema si sono ritrovati per lo scambio degli auguri, partecipando alla santa Messa, seguita dal pranzo, imbandito nel salone al primo piano della Casa della Carità in viale Europa, e dall’ormai tradizionale tombolata pomeridiana.