Il messaggio del vescovo Daniele per il Santo Natale [video]

vescovo daniele gianotti
“Ho visto, in una città della nostra regione, giochi stupefacenti di luci, proiezioni, effetti speciali, che illuminano piazze e strade, torri, facciate di chiese e palazzi, in questi giorni
di festività natalizie. In questa fantasmagoria di luci, colori e animazioni, quasi nulla ricorda
il Natale propriamente cristiano, il Natale di Gesù Cristo. La cosa non mi ha sorpreso, naturalmente, perché conferma una tendenza che è in atto ormai da molto tempo. Per certi
versi, anzi, si potrebbe essere contenti, perché in questo modo il Natale è “di tutti”, credenti e non credenti, cristiani e non cristiani… Di tutti, però, fuorché di Gesù Cristo, di colui che dovrebbe essere il festeggiato!
So benissimo di non dire niente di nuovo, con tutto questo. Ma cos’altro dovrebbe dire un vescovo, se non ricordare che “Natale” vuol dire il “giorno natale” (ossia della nascita) di Gesù Cristo? Ricordare questo, e augurare a tutti ciò che ho voluto scrivere quest’anno anche nel biglietto degli auguri, con le parole della liturgia già nel giorno dell’Epifania: e cioè che tutti, proprio tutti, possano trovare con immensa gioia, come i Magi al termine del loro cammino, “Cristo luce dell’eterna gloria”.
Non ho augurio migliore da fare, se non questo: che tutti, in questo Natale, o quando Dio vorrà, possano incontrare il suo Figlio fatto uomo, Gesù Cristo.
A quanti più abitualmente cercano di vivere da credenti in Cristo, nelle nostre parrocchie e
comunità, auguro che si rinnovi la bellezza di questo incontro, così che grazie alla loro testimonianza, anche altri siano aiutati a vivere questo incontro.
A quanti, davanti al “segno ammirabile” del presepio, come lo ha recentemente chiamato papa Francesco, sentono magari un po’ di nostalgia o provano un’ammirazione estetica o folcloristica, auguro di fissare gli occhi sul Bambino e di sentire nel profondo del cuore il suo invito a incontrarlo e seguirlo nella vita di ogni giorno.
A quanti vivono nella sofferenza e nella malattia, nel buio e nel dramma della vita, auguro quella luce e quella speranza che Gesù Cristo, dalla mangiatoia nella quale è stato deposto, povero tra i poveri, dischiude all’uomo e al mondo: e auguro loro di incontrarlo grazie anche alla carità dei fratelli.
E che cosa augurare a quanti hanno nel cuore e nella mente altri interessi, altre preoccupazioni, altri modi di vedere la vita, il mondo, il senso delle cose, rispetto a ciò che propone Gesù Cristo, e che possono sentirsi persino infastiditi dal Natale? Auguro loro di essere sorpresi dal sentimento di una gioia inattesa e inspiegabile. E che questa gioia sia per loro ciò che furono le voci degli angeli per i pastori, o la stella per i Magi: l’apparizione
di un segno, l’invito a mettersi un giorno o l’altro in viaggio, per andare a vedere che cosa è successo, in quella notte di tanti secoli fa, a Betlemme di Giudea.”
Buon Natale a tutti!