Insula Fulcheria – Presentata la quarantanovesima edizione della rivista del Museo civico di Crema e del Cremasco

Insula Fulcheria
Giovedì, alle ore 17.30 in Sala Cremonesi Museo Civico di Crema e del Cremasco, è stato presentata la 49a edizione della rivista del Museo civico di Crema e del Cremasco Insula Fulcheria. Davanti a un numeroso pubblico hanno preso la parola l’assessore alla Cultura Emanuela Nichetti grata per il lavoro svolto che conferma la risposta a un’attesa diffusa; Giorgio Olmo dell’Associazione Popolare Crema per il Territorio, ringraziato a più riprese, ha ricordato come il sostegno quale sponsor unico per la pubblicazione della rivista è stato perseguito per anni e, nonostante i tempi siano comunque cambiati, l’intenzione permane. Don Marco Lunghi, direttore scientifico, dopo avere ringraziato istituzioni e staff che hanno reso possibile la pubblicazione, ne ha dettagliato le caratteristiche evidenziandone la pluralità e la ricchezza che sempre l’anno contraddistinta.
Quindi Walter Venchiarutti è entrato nei dettagli mentre Elena Benzi ha dato lettura degli abstract dei capitoli. L’edizione 2019 ha avuto come tema monografico: La lavorazione del cotto nel cremasco: arte, industria e riqualificazione. Tra le attività lavorative che hanno caratterizzato il Cremasco del passato quella delle fornaci ha rivestito una importanza rilevante. Si è trattato di una produzione variegata, che ha trovato realizzazione nei diversi settori della cultura materiale e si è sviluppata seguendo la modernità. Nella ricerca pubblicata dalla rivista si parte dalla mappatura dei reperti connessi alle necessità alimentari e alla produzione commerciale. Gli utensili d’uso quotidiano, suppellettili, stoviglie e vasellame sono testimoniate dai ritrovamenti esposti nella sezione archeologica del Museo Civico. In provincia il lavoro delle botteghe artigiane è proseguito e ai nostri giorni trova continuazione presso le scuole formative del Gruppo Deca a Soncino e del Gruppo per la Lavorazione del Cotto a Cremona. La capillare diffusione delle fornaci con la produzione meccanica e industriale dell’Ottocento e Novecento non è ancora stata oggetto di sistematiche attenzioni anche se questi opifici, con le alte torri fumanti, hanno contrassegnato l’assetto del paesaggio e l’anima della nostra gente. La loro scomparsa, causata dalla mancata riqualificazione, può facilitarne l’oblio.
Fin dalle sue origini l’impegno della rivista è rivolto a patrocinare il recupero della memoria attraverso l’indagine della storia locale. Oltre al tema monografico l’edizione 2019 propone ai lettori sguardi e panorami a 360 gradi sulle altre discipline. Sull’arte si legge il contributo di Antonio Pavesi, sugli affreschi di Giovan Pietro da Cemmo a Crema e di Immacolata Russo sul ciclo di Scene macabre a Crema e sulla storia con approfondimenti sulle origini di Crema tra leggenda e storia locale, sull’arte tipografica cremasca, sulla peste del 1630 e sul dopoguerra. Da ultimo uno sguardo alla poesia locale il contributo del conservatore del Museo Matteo Facchi, oltre al prezioso elenco di quanto fatto durante l’anno, sono stati presentati di Daniela Martinenghi l’intervento sugli archivi museali, di Giliola Gorio il sarcofago di Ardicinio Benzoni, il restauro della tavola che rappresenta San Rocco (ancora di pittore anonimo), le attività didattiche museali di Ester Tessadori e una retrospettiva su Agostino Arrivabene ed Edoardo Fontana, artisti contemporanei, a cura di Silvia Scaravaggi.
Una pubblicazione preziosa, testimonianza di storia, di arte e di impegno. Disponibile presso il Museo.