Bus dirottato – Ieri in aula la deposizione dell’imputato

Si è tenuta ieri mattina la settima udienza del processo a carico di Ousseynou Sy, l’autista senegalese di Autoguidovie Italiane che il 20 marzo scorso sequestro due classi della media Vailati (studenti, insegnanti e bidella) che avrebbe dovuto riportare con il su bus a scuola dopo la lezione di palestra seminando il panico e chiudendo la sua azione criminosa dando alle fiamme il pullman dal quale fortunatamente tutti gli occupanti sono riusciti a scendere per tempo. Un’episodio che ha sfiorato la tragedia, sventata solo dal coraggio di alcuni studenti che, nel corso del viaggio del terrore verso Milano (pare che Sy volesse lanciare l’autobus sul terminal di Linate), sono riusciti ad avvertire casa, quindi le Forze dell’Ordine prontamente intervenute per trarre in salvo i ragazzini e gli operatori scolastici. Operazione perfettamente riuscita lungo la Paullese in quel di San Donato milanese.

Sy, davanti alla Corte d’Assise di Milano, stando a quanto riportato da tutti gli organi di stampa nazionali, ha dichiarato di non essere un terrorista e di aver agito per vendicare le morti in mare di bambini e adulti che dall’Africa cercavano di trovare nuova vita nel viaggio della speranza verso il vecchio continente, a suo dire legate alla politica di chiusura dei porti attuata dall’ex ministro Matteo Salvini e dal Governo Italiano. Ha ringraziato le Ong per i salvataggi operati e ha garantito di non aver agito con finalità terroristiche. Si è detto figlio dell’Africa desideroso di poter gridare a tutti la verità sulle migliaia di connazionali morti in mare, molti di più, ha dichiarato, rispetto ai dati comunicati dagli organi ufficiali. Non abbiamo mai avuto giustizia, avrebbe detto, quel che ho fatto l’ho fatto per l’Africa, un continente sfruttato, anche parlando delle morti, per le campagne ideologiche occidentali. Questo il nocciolo del discorso del dirottatore, che ha parlato dei diritti dei neri, ai quali mai sarebbe garantita giustizia.

Dopo la testimonianza dell’imputato, che rivolgendosi alla Corte ha sottolineato come il giudizio sarà quello non per una persona ma per milioni di morti, in aula è stata la volta dei medici psichiatri che hanno parlato con Sy e lo hanno visitato nei giorni successivi all’arresto e al trasferimento a San Vittore. Quindi spazio al racconto investigativo dei Carabinieri che hanno svolto le indagini a carico dell’imputato.

Prossima udienza lunedì 16 quando saranno chiamati a deporre i genitori dei bambini sequestrati nel bus del terrore. Parleranno delle ripercussioni quotidiane che quel drammatico episodio ha avuto sulla vita dei ragazzi, che non saranno chiamati in aula per rilasciare una deposizione davanti ai giudici; per loro verranno tenute valide le testimonianze raccolte dai Carabinieri nelle ore successive al dirottamento.