DOPO IL FORUM – Mobilità, “Reticolo ciclopedonale del Cremasco”

Un tratto della ciclabile tra Montodine e Ripalta Guerina

Durante il Forum della mobilità – a sorpresa – è stato presentato il progetto di mobilità sostenibile territoriale denominato Reticolo ciclopedonale del Cremasco, una rete ciclabile extraurbana del Cremasco. In campo Consorzio.It. 

Il cammino era stato avviato, un anno fa circa, nell’incontro che avevamo definito il “patto di Monte Cremasco”, con il sindaco di casa, Giuseppe Lupo Stanghellini, che aveva palesato difficoltà nei collegamenti ciclabili verso i paesi vicini al suo, auspicando l’elaborazione di un progetto territoriale unitario, con cui magari partecipare a bandi su scala nazionale ed europea. Eccoci qui. La società partecipata dai Comuni ha previsto la realizzazione di 94 km di ciclabili che collegheranno l’intero Cremasco, dove molto è già stato fatto, ma non tutto (la rete ciclabile generale è stimata in circa 190 km, quindi con 96 km già realizzati). Si va, per i nuovi 94 km, da nuove piste ciclopedonali per 18,2 km all’utilizzo di strade vicinali (23,9 km), da nuove strade bianche (1,4 km) a quelle ancora da normare (50,5 km). La progettualità è accompagnata da un  “manifesto”: vi aderiscono Fiab Regione Lombardia, il Parco del Serio, quelli regionali dell’Adda Sud e dell’Oglio Nord, Padania Acque, Italia Nostra, Associazione Slossel, Provincia Cremona, Touring Club Italiano, Reindustria, Urbim, Auser e i “nostri” consiglieri regionali: Marco Degli Angeli, Federico Lena e Matteo Piloni. Il progetto ha un costo di circa 8 milioni di euro.

In pratica l’obiettivo dell’operazione è quello di completare la rete ciclabile cremasca “segnalando puntualmente i tracciati e suggerendo uno stile estetico e di arredo unitari”. Quantificando, altresì, investimento globale e priorità d’intervento, anche considerando la sicurezza. Non solo, previsioni sono avanzate sui costi per la manutenzione annua e il marketing promozionale per valorizzare i collegamenti pedociclabili, che s’intersecano – nella nostra bellissima campagna – con chiese, ville e palazzi, opere idrauliche, canali, fiumi, rogge e fontanili. Tra le finalità, quindi, una valorizzazione  a 360° di questo immenso patrimonio ambientale, storico-culturale ed enogastronomico. “Abbiamo tratti che cominciano nell’abitato ma terminano senza raggiungere una vera destinazione”, s’è ascoltato tra le altre cose. Tuttavia non mancano esempi virtuosi, ovvero ciclabili percorse in ogni stagione.