CREMA – Teatro San Domenico, domani Pink Sonic e prosa con ‘Un tram che si chiama desiderio’

Due appuntamenti da segnare sull’agenda al teatro San Domenico di Crema: lunedì 18 novembre, grande ‘data zero’ per Pink Sonic, la band tributo ai Pink Floid conosciuta in tutta Europa che, appunto per la prima volta, arriva nei teatri italiani iniziando il suo tour dalla nostra città. Sul palco, a partire dalle ore 21, l’European Pink Floyd Experience, uno spettacolo fresco ed emozionante, della durata di 140 minuti, con un puro approccio rock alla musica della band inglese. La riproduzione fedele dello stile di Gilmour, l’intesa e l’interazione tra i musicisti, le luci, i laser e l’immancabile schermo circolare di 5 metri fornito di 32 luci rendono gli show dei Pink Sonic un’esperienza unica della musica pinkfloydiana dal vivo, non solo per i virtuosismi tecnici dei singoli artisti ma anche per l’utilizzo meticoloso della stessa strumentazione musicale.

IL GRUPPO MUSICALE

La band che salirà sul palco del San Domenico è composta da: Francesco “Pavananda” Pavan (chitarra, voce principale), William Moor (batteria), Michele Lavarda (basso e voce), Gioel Stradiotto (tastiere), Gabriele Andreotti (sassofono), Marco Marinato (chitarra ritmica), Valerie Buckley (voce), Manuela Milanese (voce), Nicole Stella (voce). I Pink Sonic sono una tribute band veneta nata nel 2011 da un’idea di Francesco “Pavananda” Pavan, il frontman del gruppo. Hanno all’attivo oltre 200 concerti sia in Italia che all’estero e sono stati protagonisti nel 2013 di una tournée che ha visto la partecipazione di Lorelei e Durga Mc Broom – le due famose coriste dei Pink Floyd che si sono ritrovate a cantare in Italia dopo oltre 20 anni dal loro ultimo concerto con la formazione originale a Venezia nel 1989. I Pink Sonic sono molto di più che una semplice tribute band, sono una celebrazione della musica dei Pink Floyd. La fortuna di questo progetto, che si distingue dalle centinaia di cover-band orientate a una mera riproduzione discografica, si basa sul preciso studio fatto da Pavananda nel tentativo di ricreare, quasi filologicamente, le medesime sonorità e le spettacolarizzazioni dei Pink Floyd, trasformando quella che sarebbe potuta essere una semplice tribute band in uno show unico nel suo genere.

MOMENTO PROSA

Già martedì 19 novembre si ‘ritorna’ in teatro per un appuntamento della stagione Intrecci+: Un tram che si chiama desiderio è uno dei titoli più noti del teatro di Tennessee Williams portato in scena da Mariangela d’Abbraccio, Giulio Corso, per la regia di Pier Luigi Pizzi. Una storia in tre atti che alzava il velo sulla macchina oppressiva della famiglia, dell’anima ipocrita dei pregiudizi, la feroce stupidità delle paure morali. Il dramma, premio Pulitzer nel 1947, mette per la prima volta l’America allo specchio su cose come l’omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo non proprio raccomandabile, maschilismo, femminilità maltrattata, ipocrisia sociale. Col tempo è diventato veicolo di altre ragioni, sociologiche, ideologiche. Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni Quaranta e narra la storia di Blanche che dopo che la casa di famiglia è stata pignorata si trasferisce dalla sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare, di origine polacca, Stanley. Blanche è alcolizzata, vedova di un marito omosessuale, e cercherà, fallendo, di ricostruire un rapporto salvifico con Mitch, amico di Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley, la porterà alla pazzia, già latente in lei. Biglietti: poltronissima extra e poltronissima 35 euro, poltrona 30 euro, laterale 23 euro, terzo settore 21 euro, ridotto under 26/over 65 16 euro. Informazioni 0373.85418.