CARAVAGGIO – Presentato il progetto Ri-cominciare, accoglienza di una famiglia siriana dai campi profughi libanesi attraverso i corridoi umanitari

Caravaggio
Sta per volgere al termine la tradizionale Settimana della carità, durante la quale la diocesi di Cremona ha festeggiato il patrono Sant’Omobono, esempio di carità tanto da essere definito il padre dei poveri. Numerosi gli appuntamenti organizzati durante la sette giorni e anche a Caravaggio non ne sono mancati.
Quest’anno la Settimana della carità in città ha assunto un particolare rilievo perché in concomitanza con un grande traguardo, il quarantesimo anniversario dalla fondazione della Caritas di Caravaggio. I festeggiamenti sono iniziati domenica scorsa con un incontro volto a far conoscere la Caritas e sono proseguiti lunedì sera, quando si è parlato di Chiesa e di Amazzonia. Momento clou, invece, è andato in scena giovedì sera all’Auditorium della Bcc Caravaggio Adda e Cremasco. Partendo dal passo del Vangelo di Marco, “Ero straniero e mi avete accolto”, e riflettendo sul significato dell’accoglienza cristiana è stato presentato il progetto Ri-cominciare, accoglienza di una famiglia siriana dai campi profughi libanesi attraverso i corridoi umanitari.

IL PROGETTO

“Da idea passo per passo si è giunti al progetto per cui occorre che tutti ci sentiamo partecipi” ha spiegato don Angelo Lanzeni.
Il sacerdote ha narrato che l’idea è sorta da un piccolo gruppo, successivamente è stata illustrata agli operatori attivi in ambito parrocchiale e ricondivisa all’interno del Consiglio pastorale. Così, progressivamente, si è delineato il progetto. “Ogni giorno viviamo l’accoglienza, anche se a volte è snaturata da alcune correnti di pensiero. Possiamo definirla come qualcosa di sostanziale. Per comprendere basti pensare che se noi esistiamo è perché qualcuno per amore ci ha donato la vita e ogni giorno ci accoglie” ha proseguito il sacerdote spiegando ai presenti (veramente numerosi dato che l’Auditorium ha visto occupato ogni posto a sedere, ndr) le ragioni cristiane del tema in questione.
“Vogliamo donare speranza di ricostruire una vita migliore a Wafa e Bashir e ai loro figli Aisha di 11 anni, Mohammed di 9 e Khaula di 2 – hanno proseguito Elona Aliko e Alessandro Ciquera, rispettivamente volontaria e referente dei corridoi umanitari di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII – . Abitavano nella periferia di Aleppo. Quando la città è stata bombardata, sono scappati e ora vivono da alcuni anni presso una tenda nel campo profughi siriano di Tell Abbas, in Libano”.
Una giovane famiglia che ha dovuto sopportare la violenza della guerra, la morte di un figlio e che finora ha vissuto in Libano in pessime condizioni. Basti pensare che i profughi pagano per vivere in una tenda fatta di nailon e cartone. Assurdo!

ASSOCIAZIONI COINVOLTE

Il progetto Ri-cominciamo prevede la loro accoglienza presso l’appartamento della parrocchia, che si occupa anche delle spese utente. Del resto se ne faranno a carico altre 13 realtà cittadine promotrici del progetto: Caritas, Gruppo Anziani, Chei de la Bosnia, Aiutiamoli a vivere, ACLI, Croce Rossa, Amici di San Bernardino, Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, Focolarini, Gruppo Missionario, Scout e Amici di don Maurizio.
L’obiettivo è di sostenerli per due anni e renderli infine autonomi. Chiunque fosse interessato a prendere parte al progetto chiami in parrocchia oppure scriva un’e-mail a caritas.caravaggio@gmail.com o contatti Pinuccia 3930359525/ Elona 3296426776.
La Settimana della carità terminerà domani con la terza Giornata Mondiale dei poveri, iniziativa voluta e istituita da papa Francesco.