CASALETTO VAPRIO – Gli affreschi di Barbelli tornano “a casa”

Casaletto Vaprio
Grande operazione del Comune di Casaletto Vaprio che ha acquisito gli affreschi strappati, che un tempo decoravano l’ex chiesa del paese. I sedici dipinti, del pittore più importante del Seicento cremasco, Gian Giacomo Barbelli, compongono il ciclo di affreschi denominato “Vita di San Giorgio e Santi”. Provengono dal presbiterio della vecchia parrocchiale casalettese, dedicata a San Giorgio.

GLI AFFRESCHI

Furono strappati nel 1946 quando la chiesa che li ospitava venne sconsacrata in considerazione del fatto che una nuova e più grande chiesa le venne costruita di fianco, quella attuale. Lo strappo degli affreschi venne eseguito a regola d’arte dal restauratore Laini di Crema e il ciclo pittorico venne ceduto dalla parrocchia all’ingegner Paolo Stramezzi, collezionista attento e appassionato che lo acquisì al suo patrimonio e lo collocò presso Villa Perletta, posizionandolo in una chiesina costruita ad hoc e che riprendeva la forma di quella originaria di Casaletto.
Oggi, 73 anni dopo quell’evento, una trattativa portata avanti dall’amministrazione comunale guidata da Ilaria Dioli, con il contributo e la collaborazione della dottoressa Marina Stramezzi, nipote del collezionista e attuale proprietaria, consentirà al bellissimo ciclo pittorico del Barbelli di tornare nella sua originaria collocazione, all’interno di quella che affettuosamente i casalettesi chiamano “Chiesa Vecchia”, oggi di proprietà comunale e adibita a sala consigliare, biblioteca e sala polifunzionale. Tra l’altro, una vera fucina di eventi culturali.

LA CHIESA VECCHIA

La “Chiesa Vecchia”, nella sua concezione originale, risale al 1100. Sono poi seguiti rimaneggiamenti interni risalenti al XV secolo e, infine, le decorazioni pittoriche dell’abside del XVII secolo. Come ricordato, con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale all’inizio del XX secolo, l’edificio sacro subì un lento degrado venendo adibito a usi non sempre consoni: circolo parrocchiale con cinema e “baretto” riscaldato da stufe a legna fino a segheria e deposito di mobili. Degrado e successivo abbandono fermato nel corso degli anni Novanta, dopo l’acquisto dell’edificio da parte del Comune, grazie agli interventi di consolidamento e restauro, sia sulla struttura sia sulla parte decorativa, rafforzando in particolare le cornici a stucco di impronta proto-secentesca che racchiudevano gli affreschi del Barbelli e alcuni lacerti degli stessi.

ORA GLI AFFRESCHI RITORNANO “A CASA”

L’acquisizione odierna assume grande importanza artistica e culturale in quanto l’intero ciclo pittorico verrà – dopo un accurato lavoro di pulitura, consolidamento della pellicola pittorica e restauro, eseguito dal laboratorio dell’architetto Paolo Mariani – ricollocato nella sua sede originale, all’interno delle cornici dove il Barbelli l’aveva concepito e dipinto. Importanza non secondaria, il fatto che opere che erano di proprietà privata e perciò visibili a pochi, tornino di proprietà pubblica e fruibili a tutti.
Rilevante, infine, è anche l’importanza storica e affettiva che questo ritorno “a casa” assume per il paese di Casaletto Vaprio, che vede così ripristinato un pezzo della propria storia e che consente di completare quello che è, in larga parte, il recupero del principale gioiello del patrimonio pubblico del paese.
Ciliegina sulla torta, grazie al ritorno degli strappi, la notizia che è stato approntato un intervento finanziato dalla Regione per il restauro esterno dell’edificio.