PIERANICA – Il sindaco e Maddalena Tassi hanno raggiunto padre Francesco, missionario cremasco a Mpangwe

Pieranica
Nella foto da sinistra: il sindaco di Pieranica Raimondi, padre Luigi Fratus, padre Francesco Valdameri e Maddalena Tassi presso la missione di Mpangwe Katete (Zambia), lo scorso agosto, con il nostro giornale
La comunità è sempre vicina a padre Francesco Valdameri, missionario monfortano pieranichese, che da 62 anni è in Africa, oggi nella missione di Mpangwe, in Zambia. Località raggiunta quest’estate dal sindaco di Pieranica Valter Raimondi e da Maddalena Tassi, catechista del paese.

Allora Raimondi, come sta padre Francesco Valdameri?

“A 87 anni padre Francesco ha qualche acciacco, ma ancora molta grinta. Ora con altri due padri monfortani, padre Luigi e padre Domenico, si trova in questa missione, a circa 1.000 metri di altitudine. Mpangwe è un luogo di culto, dove c’è un santuario dedicato alla Madonna. Padre Francesco ne segue l’aspetto religioso ed è impegnato, con gli altri sacerdoti, anche in tutte le chiese della zona”.

Quali i progetti in corso?

“Il principale è la ‘Maternity’ in costruzione (i lavori sono già arrivati al tetto) a Mbejele, che si trova a 180 chilometri di distanza dalla missione e accoglie le mamme che devono partorire, altrimenti costrette a raggiungere un altro ospedale distante. In questa località eravamo stati nel 2004: nella foresta, liberalizzata dallo Stato, non c’era niente e padre Francesco ci confidò un elenco di cose da fare: due ponti, la chiesa, la scuola, un piccolo ambulatorio, che oggi sono realtà! Di qui l’impegno delle parrocchie di Pieranica e Quintano (hanno finanziato la chiesa) e di Trescore Cremasco, che ha contribuito alla scuola. Abbiamo visto i grandi progressi fatti, con anche il miglioramento delle vie di comunicazione”.
Nella zona ha lavorato anche l’associazione Madzialymoio di Stefano Cappellini, scavando cinque pozzi per la campagna del 2019. In quest’ultimo viaggio, Valter e Maddalena hanno assistito a tre inaugurazioni. “I pozzi sono costruiti nelle scuole. Si fanno qui – spiega Raimondi – perché ci sono centinaia di ragazzi che possono beneficiarne. Non essendoci un villaggio, ma tante ‘farm’, i luoghi di ritrovo sono le scuole, raggiunte per l’acqua da tutta la gente”.