TEATRO S. DOMENICO: Ieri sera in scena “Padre Alfredo Cremonesi: una vita bruciata d’amore” in occasione dell’odierna Beatificazione

padre Alfredo Cremonesi
Padre Alfredo Cremonesi: una vita bruciata d’amore“. Questo il titolo dello spettacolo che ieri sera è andato in scena presso il teatro San Domenico, allestito dalla compagnia teatrale La Cometa di Annicco, non nuova a realizzare lavori dedicati a figure di beati (ricordiamo, ad esempio, Padre Arsenio da Trigolo, il Musical).Il lavoro teatrale realizzato in occasione della Beatificazione di padre Cremonesi ha debuttato ieri sera davanti a un pubblico molto gremito (presente anche la delegazione del Myanmar con alcuni sacerdoti e il vescovo della diocesi di Toungoo) che ha seguito con attenzione le quasi due ore di lettura scenica, integrata da momenti di recitato e da proiezioni di immagini che hanno molto arricchito l’allestimento.
Il testo, nato da un’idea di don Pieluigi Ferrari, messo in scena per la regia di Mario Pedrinazzi e Marialuisa Bignardi, ha seguito il fil rouge delle lettere che padre Cremonesi ha inviato dalla sua terra di missione dove padre Cremonesi ha affrontato il suo compito con coraggio in una terra difficile anche da un punto di vista climatico e territoriale: “Rimpiango persino i freddi inverni vissuti da bambino rispetto a questo caldo umido e malarico” scriveva.Intelligente la scelta di iniziare la rappresentazione teatrale con il martirio intravisto dietro ombre cinesi (mentre alla fine l’uccisione di padre Alfredo verrà messa in scena in tutta la sua drammatica evidenza) in quanto il pubblico ha potuto così comprendere, senza attesa di alcun ‘finale’ l’intero percorso umano, dall’infanzia fino alla capitolazione, riflettendo sui passaggi biografici scelti con la giusta attenzione: la numerosa e molto unita famiglia, la malattia che lo ha colpito anche da bambino (padre Cremonesi non godrà mai di una salute forte, in Birmania ha sofferto anche la malaria, che però non lo segnò nello spirito), l’amore per le parole di Santa Teresina di Liseux che nella carità e nell’amore aveva trovato la sua vocazione, fino alla scelta della missione, dopo due anni trascorsi presso il seminario di Milano dove insegnò Lettere ai più giovani. Amò il teatro e scrisse alcuni lavori che ottennero un discreto successo. Ma è con la partenza e il lungo viaggio, proiettato dalle immagini sullo sfondo che hanno mostrato anche geograficamente quanto lontana fosse la Birmania, che la missione di padre Alfredo si svolge nella sua pienezza.

In chiusura i cori di La Cometa di Annicco, S. Benedetto di Crema, Armonia di Credera Rubbiano, Pregarcantando, con voce solista di A. Cottarelli e con la direzione di don Giacomo Carniti hanno intonato l’Inno a padre Cremonesi (cfr articolo a fianco). Il vescovo Daniele, dal palco ha ringraziato la compagnia per l’ottimo lavoro, la delegazione Birmana per la sua presenza, tutti gli interevnuti, la Fondazione San Domenico, don Ferrari e don Carniti per l’impegno profuso dando appuntamento a tutti al giorno successivo, sabato 19, giornata della beatificazione.

Articolo completo sullo Speciale di domani, domenica 20 ottobre in tutte le edicole e le parrocchie