Offanengo – Pronto a partire il progetto “Io ci sto”, ideato da ‘Mai Stati sulla luna Onlus’ e rivolto ai commercianti

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Annunciato in primavera, il progetto “Io ci sto”, ideato dall’associazione “Mai Stati Sulla Luna Onlus” in collaborazione con il Comune di Offanengo e rivolto ai commercianti del paese, è finalmente pronto a partire. Costituito con l’obiettivo di creare le condizioni affinché tutti possano godere in serenità del tempo libero, il progetto condurrà i commercianti alla scoperta dei disturbi dello spettro autistico attraverso due incontri, gestiti da una psicologa, un’educatrice professionale e da una terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, che si terranno presso la sede della Pro Loco di Offanengo martedì 8 e 15 ottobre dalle ore 20,30 alle ore 22,30. In seguito verranno organizzati workshop attinenti alle specifiche necessità del gruppo. L’ingresso è libero, previo contatto con la signora Beatrice Schacher (Tel. 3922798082,  mail: maistatisullaluna@gmail.com).

«Con questi incontri – spiega la dottoressa – vogliamo spalancare le porte di quella parte di mondo ancora troppo poco conosciuta, quale è l’autismo. Con i commercianti parleremo dei disturbi dello spettro autistico e del loro funzionamento. Cercheremo di comprendere i baluardi della comunicazione visiva e di adottare modalità di comportamento che possano fare star bene tutti». Tutti, non solo le persone con disabilità. «L’obiettivo di questo percorso è quello di dare una forma concreta all’idea di inclusione sociale, aiutando ciascuno a interagire con la diversità».
Obiettivo, questo, condiviso dal Comune di Offanengo. «Includere – spiega la responsabile dei servizi scolastici, Angela Mosconi – per noi significa creare contesti in cui tutte le persone possano essere attive e propositive per la comunità. Perché ciò avvenga, però, è prima necessario creare in ciascuno la consapevolezza della diversità». E alimentarne la conoscenza: «Con questi eventi miriamo ad attuare quel cambiamento culturale tanto richiesto, soppiantando l’atteggiamento pietistico con cui per lungo tempo ci siamo relazionati alla diversità. Perché ciascuno merita di essere apprezzato per le proprie abilità. Anche se diverse».