EDUCAZIONE SANITARIA – Epilessia: cosa c’è da sapere?

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Il termine epilessia deriva dal verbo greco antico epilambanein che significa “essere sopraffatti da una forza estranea”. Le crisi epilettiche sono state per lungo tempo considerate di origine soprannaturale, anche se già Ippocrate le aveva riconosciute come manifestazioni di origine cerebrale.
L’epilessia non costituisce una singola malattia, ma una condizione patologica e complessa che riconosce cause molteplici e diverse fra loro. Si può parlare di epilessia quando è presente una tendenza a manifestare in modo ricorrente crisi epilettiche. La crisi epilettica consiste in una occasionale, parossistica, eccessiva e disordinata scarica di un variabile numero di cellule cerebrali (neuroni), con conseguenze elettriche (rilevabili all’elettroencefalogramma), cliniche o entrambe. Le scariche possono originare da una porzione limitata della corteccia cerebrale (crisi focali) o da una porzione vasta di entrambi gli emisferi (crisi generalizzate).
Nel primo caso le manifestazioni cliniche saranno collegate all’attività della parte del cervello coinvolta con fenomeni motori, sensoriali, uditivi, visivi, esperienze sensoriali o psichiche complesse, in una sorta di imitazione distorta della funzione normale di quella parte del cervello.
Nel secondo caso avremo perdita di coscienza e coinvolgimento dell’intero organismo. Le crisi epilettiche possono essere convulsive o non convulsive. Una crisi epilettica può manifestarsi come fenomeno sporadico o unico, oppure rappresentare l’esordio di un’epilessia. Circa il 20% delle crisi epilettiche rimane un fenomeno isolato e, per questo motivo, una prima crisi non viene generalmente messa in trattamento. Le cause vanno da alterazioni biochimiche geneticamente determinate (epilessie idiopatiche, 55-65%), a variabili lesioni cerebrali acquisite o geneticamente determinate (epilessie sintomatiche, 35-45%).
La diagnosi viene effettuata in base alla storia clinica personale e familiare, all’esclusione di altri fenomeni accessuali (ad esempio sincopi), all’esecuzione di esami strumentali. Le epilessie accertate, cioè con definizione delle specifiche caratteristiche, vengono trattate farmacologicamente con medicinali specifici per un periodo di remissione (scomparsa) delle crisi di almeno 3-5 anni.
Circa il 60% delle epilessie risponde ai farmaci in modo ottimale, cioè con remissione e sospensione lenta dei farmaci senza ripresa delle crisi. Il 20- 30% delle epilessie raggiunge la remissione, ma non permette la sospensione della terapia. Il 10-20% risulta resistente ai farmaci, anche in combinazione. La singola crisi epilettica rappresenta un pericolo per la vita solo se: avviene in circostanze che richiedono vigilanza (ad esempio durante la guida); dura a lungo (stato di male epilettico). Infatti, nella maggior parte dei casi, è sufficiente impedire che il soggetto si faccia del male a causa dei movimenti involontari e violenti.
In caso di crisi superiore ai 5 minuti, va somministrata la terapia d’urgenza extraospedaliera, se disponibile.
L’Asst di Crema ha attivato presso l’Ospedale Maggiore due ambulatori dedicati (accesso con impegnativa tramite prenotazione Cup): Ambulatorio di Epilettologia adulti (dottor Antonio Cagnana); Ambulatorio di Epilettologia pediatrica, nell’ambito delle Neurologia pediatrica (dottor Luis Miguel Fontanillas).
dottor Luis Miguel Fontanillas
Medico dell’U.O. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e
Adolescenza e dell’Ambulatorio di Neurologia pediatrica