RIAPERTO L’ORATORIO DEL SS. CROCIFISSO AL QUARTIERONE

Questa mattina sono stati inaugurati i restauri ed è stato riaperto al culto l’oratorio del SS. Crocifisso del Quartierone, sacrario militare dedicato ai caduti per la patria.

Alle 10.45 l’alzabandiera alla presenza di autorità civili e militari e la posa di una corona d’alloro. Alle ore 11 il vescovo Daniele, nel giorno del suo compleanno, ha celebrato la Santa Messa dell’Esaltazione della Croce.

Ha parlato della croce sulla quale Gesù è morto per amore verso tutti, anche verso coloro che non se lo meritano. “Celebrare la croce – ha detto – vuol dire entrare in questo modo di pensare e di vivere che è un capovolgimento. Il modo per vivere questo mistero è partecipare alla Eucarestia, accettando la croce come segno di un amore che si dona fino in fondo e trasforma la realtà.”

Molti i rappresentanti dei vari corpi d’arma e i fedeli che hanno partecipato alla sentita cerimonia.

IL RESTAURO

Il restauro conservativo all’oratorio del SS. Crocifisso, meglio conosciuto come il “Quartierone” è stato attuato dall’arch. Magda Franzoni, con il fondamentale contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona e l’approvazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali.

“All’inizio dei lavori la struttura versava in gravi condizioni di conservazione per la rottura della trave di colmo nella zona del presbiterio e per la forte umidità di risalita capillare. All’esterno gli intonaci delle pareti, in particolare a est e sud, erano in gran parte decoesi, sbollati e corrosi dalla percolazione dell’acqua piovana e dalla presenza di grandi rappezzi di malta cementizia, macchie di umidità con formazioni di biodeteriogeni e muschi”, spiega l’architetto. Così anche all’interno. Tale situazione aveva provocato fenomeni di degrado in molte parti delle murature, con assottigliamento dell’intonaco, fuoriuscita di sali e scagliatura dei mattoni affioranti. 

“La chiesa è stata sottoposta anche a opere strutturali della copertura, manutenzione e conservazione degli intonaci, degli infissi e degli apparati decorativi interni richiedenti consolidamento nella zona presbiterio”, prosegue la Franzoni. A ponteggio montato, dopo aver puntellato anche all’interno dell’aula sacra l’arco e la volta su cui era scesa la trave di colmo spezzata, si è valutata appieno la situazione di degrado. Essendo le volte a crociera della chiesetta costituite da una particolare controsoffittatura del tipo “incannicciato”, si è proceduto nei lavori di sostituzione della trave di colmo inserendo supporti laterali alla trave e ai travetti. Quindi, la trave spezzata è stata sfilata e sostituita con una in massello di legno di abete di dimensioni calibrate alla copertura. Tutti i legni della copertura sono stati sottoposti a uno specifico trattamento, le parti degradate e marcescenti sono state sostituite, inoltre i travetti sono stati agganciati alla nuova trave di colmo. Nel contempo si è eseguita una pulitura e una disinfestazione del sottotetto. Operazione determinante il rifacimento del tetto e la sistemazione delle lattonerie esistenti (canali di gronda). Rimossi gli intonaci cementizi e incoerenti all’esterno, si è proceduto alla pulitura del sottostante paramento murario e alla messa in opera di un nuovo intonaco di malta di calce idraulica. 

“Sul fronte est della chiesetta, abside, e sui prospetti est e sud della sagrestia, si è apposto un tonachino di calce naturale, mentre sui fronti sud ed ovest, è stata effettuata una tinteggiatura con colori ai silicati mantenendo le colorazioni esistenti”, chiarisce l’esperta. Stesse operazioni anche se all’interno della struttura dove l’umidità di risalita, come detto, aveva creato importanti problematiche. Presto detto il perché. La zona dove è stato costruito il “Quartierone” si trova, infatti, nella parte nord della città, dove in antichità c’era la palude del Moso: a circa un metro e mezzo di profondità vi è già la falda freatica. 

“Il consolidamento strutturale di tipo irreversibile attuato con pali in cemento infissi all’interno della chiesetta ha purtroppo creato un richiamo dell’acqua presente nel sottosuolo, così che i mattoni in cotto della muratura si imbevono continuamente dell’umidità del sottosuolo. Il cemento dei pali ha fatto in pratica da carta assorbente portando nelle pareti l’umidità del sottosuolo”. Una “mescola” particolare ha consentito di migliorare la conservazione del bene culturale sia per la tecnica, sia per la qualità dei prodotti utilizzati, anche se il “fenomeno umido” si dovrà tenere sotto controllo. 

L’architetto informa che si sono eseguite anche opere di restauro conservativo sulle volte a crociera attraverso impacchi per la rimozione dei sali e consolidamenti della struttura con iniezioni puntuali di malta per stuccature. Tra le ultime fasi della riqualificazione, il “ritocco” con piccole velature per conferire unità visiva alle decorazioni delle crociere. Sulle pareti dell’aula sacra si sono effettuate riprese con pittura a calce nelle stesse tonalità cromatiche precedenti. Sono stati infine effettuati interventi di manutenzione ai serramenti, ai manufatti in ferro e pietra, ai pavimenti. 

LA STORIA

Dal libretto redatto da Mario Gnesi ripercorrriamo la storia dell’Oratorio del SS. Crocifisso, popolarmente detto del “Quartierone”. Mutate le condizioni politiche e resa inutile la presenza massiccia di soldati in Crema, alcune caserme si svuotarono; il 4 agosto 1716 si diede inizio alla demolizione del Quartiere Grande dei soldati, detto appunto il “Quartierone”, che era stato costruito nel 1569, sito tra il Palazzo del Monte di Pietà e le Mura, al fine di procurare il materiale.  Sopra il muro perimetrale del cortile della caserma, era stata internamente affrescata da Tomaso Pombioli, l’effigie del SS. Crocifisso con la Madonna e S. Giovanni. I demolitori non ebbero, per fortuna, l’ardire di distruggere il dipinto murale. Appena l’immagine fu esposta alla pubblica visione, si manifestò una straordinaria devozione. Con le numerose elemosine raccolte in 40 giorni si costruì la prima parte dell’Oratorio, tra marzo e aprile 1717. Fu eretto anche il campaniletto, con la campana (Domenico Crespi) che porta la scritta: Caritas fecit 1726. Un pittore dell’epoca raffigurò nelle lunette del soffitto. Il 28 marzo 1797, le truppe francesi s’impadronirono di Crema, mettendo fine a un buon governo che durava da oltre tre secoli. Subito cominciarono a sopprimere le Confraternite, i Consorzi, le Corporazioni religiose… Il Quartierone, piccola costruzione, in periferia, fuorimano e addossato alle Mura, non iscritto al Catasto, fu ignorato. Un graduale aumento d’interesse per la chiesetta da parte della Parrocchia della Cattedrale è del 19 agosto 1820, data che segnala l’edificio di culto pubblico da parte della stessa Parrocchia. Nel 1852 furono aggiunti alla chiesetta una campata e il piccolo pronao di sapore neoclassico. Di queste opere non vi è alcuna documentazione. Da allora, la costruzione è rimasta inalterata nell’aspetto. Nel 1896 fu costruita la sacrestia e poco dopo vi si celebrò la Messa.