ISOLE MAURIZIO – Messa nella capitale, preghiera silenziosa al Santuario e infine incontro con le autorità

papa Francesco
“Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano? La risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini”. A ribadirlo è stato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata presso il Monumento di Maria Regina della Pace, esordio pubblico della giornata nelle isole Maurizio.

LA SANTA MESSA NELLA CAPITALE

A Port Louis, la capitale del Paese – mentre la folla festosa di oltre 100mila persone lo acclamavano agitando rami di palme – il Pontefice cita l’apostolo dell’unità mauriziana, il beato Jacques-Désiré Laval, le cui reliquie sono oggi sull’altare. Di lui Francesco ha ricordato l’amore per Cristo e per i poveri; la sua capacità di apprendere la lingua degli schiavi appena liberati per porter annunciare a loro la Salvezza e di creare piccole comunità cristiane.
Ha poi parlato dei giovani, definendoli la prima missione della Chiesa perchè sono con la loro voglia di vita sono in grado di invitare ad aprirsi a nuovi orizzonti. Allo stesso tempo sono anche coloro – ha sottolineato il Papa – che soffrono in questo Paese a causa della disoccupazione. “Futuro incerto che li spinge fuori strada e li costringe a scrivere la loro vita ai margini, lasciandoli vulnerabili e quasi senza punti di riferimento davanti alle nuove forme di schiavitù di questo secolo XXI. Non lasciamoci rubare il volto giovane della Chiesa e della società! Non permettiamo ai mercanti di morte di rubare le primizie di questa terra!”
“Ai piedi di questo monte, che oggi vorrei fosse il monte delle Beatitudini, anche noi dobbiamo recuperare questo invito a essere felici”. Così il Pontefice nella parte finale della messa a Port Louis, in cui si è soffermato sulla necessità di avere cristiani gioiosi, per cui la parola felice diventa sinonimo di “santo”.

PREGHIERA SILENZIOSA AL SANTUARIO DI PÈRE LAVAL

Oggi pomeriggio, dopo il pranzo in episcopio con i 5 vescovi del Cedoi (Conferenza episcopale dell’Oceano Indiano), il Papa si è recato in auto al santuario di Père Laval, luogo molto venerato dai mauriziani. Ad attenderlo all’ingresso della chiesa adiacente al santuario, tre vescovi della Cedoi, il parroco e il responsabile del santuario. Al suo arrivo, il Santo Padre è stato accolto da una famiglia che gli ha offerto in dono dei fiori che il Papa ha depone sulla tomba del Beato, soffermandosi in preghiera silenziosa, alla presenza di circa 65 fedeli. All’uscita Papa Francesco ha salutato 12 ammalati e 20 familiari dei tossicodipendenti ospitati presso la “Casa A”, una struttura di accoglienza gestita da un diacono permanente insieme alla moglie. Al termine della visita, il trasferimento in auto al palazzo presidenziale per la visita di cortesia al presidente della Repubblica di Maurizio e l’incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico.

INCONTRO CON LE AUTORITÀ

“Accettare la sfida dell’accoglienza e della protezione dei migranti che oggi vengono qui per trovare lavoro e, per molti di loro, migliori condizioni di vita per le loro famiglie”. È l’invito del Papa ai mauriziani, lanciato in occasione dell’incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico, ultimo appuntamento pubblico nelle isole Mauritius e di tutto il viaggio in Africa.
Egli ha ricordato quanto il popolo conosca molto bene il fenomeno dell’immigrazione. “Abbiate a cuore di accoglierli come i vostri antenati hanno saputo accogliersi a vicenda, quali protagonisti e difensori di una vera cultura dell’incontro che consente ai migranti e a tutti – di essere riconosciuti nella loro dignità e nei loro diritti”, la consegna del Papa. Quello mauriziano, nella fotografia di Francesco, è un popolo caratterizzato non solo da un volto multiforme sul piano culturale, etnico e religioso, ma soprattutto dalla bellezza che deriva dalla  capacità di riconoscere, rispettare e armonizzare le differenze in funzione di un progetto comune”.
Per continuare ad essere un’oasi di pace, le isole Maurizio devono conservare la tradizione democratica instaurata a partire dall’indipendenza”. Ne è convinto e ha auspicato che questo stile di vita democratica possa essere coltivato e sviluppato, combattendo in particolare contro ogni forma di discriminazione. “Voi che siete impegnati nella vita politica della Repubblica di Mauritius possiate essere un esempio per coloro che contano su di voi, specialmente per i giovani. Col vostro comportamento e la volontà di combattere tutte le forme di corruzione, possiate manifestare il valore dell’impegno al servizio del bene comune ed essere sempre degni della fiducia dei vostri connazionali. Andare avanti con quell’atteggiamento costruttivo che spinge a incentivare una conversione ecologica integrale”.
Francesco, infine, ha espresso apprezzamento per il modo in cui a Mauritius le diverse religioni, con le loro rispettive identità, collaborano insieme per contribuire alla pace sociale e per ricordare il valore trascendente della vita contro ogni tipo di riduzionismo.