EDUCAZIONE SANITARIA – Il disturbo dell’ipocondria

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L’ipocondria è un disturbo psichico che si manifesta con una preoccupazione eccessiva per la propria salute, un timore esasperato e intenso nei confronti delle malattie e della morte.
Il termine risale alla medicina ippocratica, che definì questa patologia come “il male degli ipocondri”. Secondo Ippocrate l’ipocondria era un disturbo dello stomaco e della mente che causava disordini della digestione, alterazioni umorali e paura della morte. Molière scriveva di ipocondria nel ‘600, ne ‘Il malato immaginario’: “Infermo e malato come sono, voglio procurarmi un genero e dei parenti medici, per avvalermi di buone difese contro la mia malattia, avere nella mia famiglia la fonte dei rimedi che mi sono necessari, anche per consulti e ricette”.
Il paziente ipocondriaco interpreta in maniera sistematicamente alterata le informazioni provenienti dal proprio corpo, nonostante le rassicurazioni ricevute dai medici e malgrado sia dotato dei requisiti intellettivi adeguati per poter comprendere le informazioni fornite dagli specialisti che consulta.
Normalmente l’insorgenza della malattia avviene nel giovane adulto e permane fino alla mezza età. La salute diviene il baricentro della vita dell’ipocondriaco, che ne parla in continuazione con parenti e amici, con i quali intende condividere preoccupazioni e ansie e dei quali non sopporta gli atteggiamenti di sdrammatizzazione.
L’ipocondria non è il timore, vago e indefinito, di soffrire di una patologia, ma la convinzione, la certezza di avere una malattia precisa e di essere l’unica persona ad avere compreso la situazione nella sua chiarezza e globalità.
Perché sia posta la diagnosi di ipocondria, è necessario che i sintomi riferiti dal paziente siano correlati a una manifestazione fisica inesistente o di lieve entità: in caso contrario, non si tratterebbe di ipocondria, ma di preoccupazione eccessiva e sproporzionata di un dato reale (disturbo d’ansia da malattia). La diagnosi differenziale deve essere posta anche nei confronti del disturbo d’ansia da sintomi somatici, caratterizzato da sintomi fisici reali e ben individuabili.
Il paziente sviluppa interesse specifico nei confronti delle malattie, se ne interessa, le studia. Tuttavia il suo non è un approccio scientifico, ma un tentativo di trovare conferma ai propri sospetti.
L’ipocondria arriva a spingere il paziente ad autoprescriversi esami e accertamenti, terapie farmacologiche e di integrazione, il tutto nella convinzione che i medici abbiano sottovalutato la sua sintomatologia, che abbiano trascurato di analizzare tutti i dati clinici a loro riferiti e che dunque siano giunti a conclusioni diagnostiche superficiali.

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dott. NORI DONARINI
Medico del Dipartimento
di Salute Mentale