PELLEGRINAGGIO IN CAPPADOCIA/3 Le chiese rupestri

Nella foto, il villaggio di Zelve

29 agosto intera giornata di visita in Cappadocia e una profonda e multiforme esperienza di bellezza, che riprende quanto suggerito da don Osvaldo nella prima essa e indicato dal Vescovo Daniele durante l’omelia. La memoria del martirio di San Giovanni Battista è stata l’occasione per pregare anche per padre Gigi Maccalli rapito da quasi un anno.

La Cappadocia, inclusa dall’UNESCO nella lista dei siti patrimonio dell’umanità, è una delle meraviglie del mondo per i paesaggi naturali scolpiti dalla natura e i tesori di arte bizantina che custodisce. Questa regione, nel corso del IV secolo, visse una intensa stagione religiosa, segnata dalle figure di San Basilio il Grande, San Gregorio Nazianzeno e San Gregorio di Nissa, e caratterizzata dalla diffusione del monachesimo.

Un’alba straordinaria per i cremaschi in visita, con una vista eccezionale sulla valle di Göreme dalle mongolfiere che li hanno trasportati a 500 metri di altezza in un viaggio magico. A seguire la scoperta di alcune tra le più preziose chiese rupestri che caratterizzano in gran numero la valle di Göreme. Le più interessanti sono le Chiese dette ‘della mela,’ di Santa Barbara, ‘del serpente’ , ‘oscura’ , ‘della fibbia’. Sulle loro pareti è rappresentata la vita di Gesù e dei santi in splendidi cicli di affreschi.
Dopo il pranzo lungo fiume, discesa alla città sotterranea di Okzonak e, da qui, ai siti di  Zelve e dei “camini delle fate”. In questi luoghi, nel IV secolo, gli anacoreti scavarono le proprie celle all’interno delle montagne di tufo con la caratteristica forma a camino.

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