PELLEGRINAGGIO IN CAPPADOCIA/2 A Iconio, dove passò san Paolo

I cremaschi con il vescovo alla Messa nella chiesa di san Paolo

Il terzo giorno del pellegrinaggio della Diocesi di Crema ha toccato, mercoledì 28 agosto, luoghi di particolare interesse legati al primo viaggio missionario di San Paolo attraverso l’Asia Minore.
Quando fu scacciato da Antiochia di Pisidia (Atti 13, 51) San Paolo arrivò all’antica Iconio, oggi Konya, grande città popolata da 1.000.000 milione di abitanti, di stretta osservanza musulmana, nella Regione dell’Anatolia Centrale, capoluogo della provincia omonima.
Konya è situata al limite di un vasto altipiano che supera i mille metri di altitudine. Conquistata nel 1071 dai Selgiuchidi, che ne fecero la capitale dei loro possedimenti in Asia Minore, fu occupata per brevi periodi dai crociati. Nel 1243 fu saccheggiata dai Mongoli che posero fine al regno Selgiuchide e nel 1420 passò sotto il dominio degli Ottomani.

Il ricordo di San Paolo mantenuto vivo a Konya grazie a una piccola chiesa a lui dedicata. Costruita nel 1910 dai Padri Assunzionisti, che assistevano le famiglie francesi che qui hanno lavorato per vari decenni, è l’unica superstite delle numerose chiese della città. Le altre sono state o distrutte o trasformate in moschee. Oggi la chiesetta dalla bella facciata gotico-francese, accoglie i gruppi di pellegrini in viaggio, assiste i profughi cristiani siriani, iraniani e iracheni e due volte alla settimana accoglie i musulmani che vogliono visitare una chiesa e conoscere la religione cristiana. La messa viene celebrata quando sacerdoti di Istanbul o Ankara vengono in visita alla comunità, composta da alcune sorelle della Fraternità Gesù Risorto di Trento che si alternano nella presenza. Qui il vescovo Daniele ha celebrato la Messa per i pellegrini cremaschi, assieme a Lidia e Serena consacrate di Trento.

Nel XIII secolo operò a Konya il mistico persiano Mevlana (Al-Din Muhammad Rumi), fondatore dell’ordine sufi anatolico e dei Dervisci rotanti. A lui è dedicato il Mausoleo di Mevlana, parte di un complesso religioso che comprende un monastero che spicca nel profilo della città con la sua cupola a maioliche azzurre. Mevlana (1207-1273) è oggetto di profonda devozione popolare. La sua tomba è visitata da un gran numero di fedeli e costituisce un’importante meta di pellegrinaggi; fu poeta, mistico, filosofo e insegnò l’amore e la tolleranza. Fu il fondatore della scuola dei Dervisci Rotanti, che celebrano le lodi della divinità con la danza e il canto, tali danze non sono manifestazioni folkloristiche, ma di religiosità e rivestono un ruolo sacro.

Tappa intermedia nel lungo viaggio odierno verso la Cappadocia (620 km!) al caravanserraglio di Sultanhani, il più imponente e interessante della Turchia. Eretto nel 1229 è oggi in perfetto stato di conservazione.

Nati per ospitare commercianti e viandanti nei lunghi viaggi, si diffusero in Asia nel X secolo, durante le prime dinastie selgiuchidi. Inizialmente edifici modesti costruiti per lo più per scopi militari si trasformano in ampie e articolate strutture di appoggio ai viaggiatori. In questo periodo infatti all’ampliamento dell’influenza politica dei sultanati conseguì una notevole prosperità economica, diventò quindi necessario aumentare il livello di sicurezza per viandanti e commercianti. Fu in questo contesto che i caravanserragli si moltiplicarono e ampliarono.

 

La chiesa di San Paolo
Il vescovo Daniele con una delle sorelle consacrate di Trento
Mausoleo dedicato a Rumi fondatore dei Dervisci