PELLEGRINAGGIO DIOCESANO IN CAPPADOCIA/1. La Casa della Madonna

I pellegrini cremaschi davanti alle rovine della biblioteca di Efeso

Primo giorno del pellegrinaggio diocesano in Cappadocia accompagnati da don Elio Costi. I numerosi pellegrini cremaschi sono già stati raggiunti in serata dal vescovo Daniele che ha dovuto trattenersi in diocesi per celebrare, lunedì pomeriggio alle ore 17, i funerali di don Bernardo Fusarpoli.

Molti intensa la prima giornata con la visita alla casa di Maria e alla Basilica di San Giovanni dove pare ci sia la tomba dell’evangelista. La piccola cappella conosciuta come la casa di Maria si trova a pochi chilometri dall’antica Efeso. La piccola costruzione, preceduta da un vestibolo risalente al VII secolo, termina con un’abside più antica (sec. IV). Le ricerche archeologiche condotte sull’edificio lo fanno però risalire, almeno nelle fondamenta, al I secolo d.C.

Per secoli questo luogo è stato – per così dire – «dimenticato». Solo sul finire del 1800 i padri lazzaristi di Smirne, sulla scorta di alcune visioni di Caterina Emmerich (1774-1824), una mistica tedesca che descrisse al suo confessore Clemens Brentano momenti e luoghi della vita di Maria, intrapresero delle ricerche, trovando conferme a quanto la suora tedesca aveva raccontato: la casa in rovina, la sua collocazione sul pendio del monte, il mare di fronte. Da allora la casa della Madonna è divenuta meta di pellegrinaggi, tanto di cristiani che di musulmani. Ma sulla presenza di Maria ad Efeso, le fonti scritte del cristianesimo primitivo non forniscono certezze.

I cremaschi hanno celebrato la s. Messa alla Casa di Maria. La custodia di questo luogo è affidata a due consacrate dell’Istituto DISCEPOLE DI MARIA E DELL’APOSTOLO GIOVANNI di Salerno, presenti dal 2015.

“Lo spunto per questa giornata – scrivono i cremaschi – lo prendiamo dalle parole pronunciate da don Osvaldo nell’omelia: stupore e meraviglia, impariamo ad aprire gli occhi e il cuore e come il silenzio di Maria è carico di riflessione, così anche noi non limitiamoci alla superficie delle cose, ma scaviamo a fondo per una conoscenza vera. Possiamo dire che oggi è stato così: La sorpresa della testimonianza di due consacrate cattoliche in un paese a prevalenza islamica che accolgono in questo luogo donne cristiane e musulmane che pregano la Vergine per avere dei figli; (San Giovanni Paolo II vi fece visita nel 1979)”

Dopo la casa i pellegrini cremaschi hanno visitato lo splendido sito archeologico dell’antica Efeso, la cui maggior attrazione sono i grandiosi resti della biblioteca. Qui san Paolo si scontrò con gli Orafi della dea Artemide.

Non distante dalla casa di  Maria si trova la grande basilica costantiniana di San Giovanni. Proprio a Efeso l’apostolo visse certamente per lunghi periodi e venne qui anche sepolto. I resti dicono di una costruzione molto grande che fu visitata da Paolo VI nel 1967.

Poi trasferimento a due siti archeologici patrimoni dell’Unesco, Afrodisia, legata al culto di Afrodite e Hierapolis, sito archeologico, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, dove fra gli altri si trova un teatro ancora oggi utilizzabile a testimonianza di una sapienza nel costruire e i resti del luogo dove fu martirizzato S.Filippo. Qui archeologi italiani stanno scavando alla ricerca della sua tomba.

Infine il sito naturale di Pamukkale (che in turco significa “castello di cotone”) offre un panorama così fantastico da sembrare irreale, con cascate “pietrificate”, cateratte, stalattiti e bacini terrazzati.

Dalle sorgenti termali, sgorgano ogni secondo 250 libri di acqua calda. L’acqua delle terme, a causa di vari terremoti avvenuti nella regione, contiene elevate quantità di carbonato di idrogeno e  calcio, che danno vita al bicarbonato di calcio; quest’ultimo si deposita in strati molto spessi che risultano infine composti di calcare bianco e travertino. Il risultato sono enormi gradini lungo i pendii montani, che sembrano una cascata di ghiaccio, uno spettacolo naturale davvero imperdibile.

“Abbiamo viaggiato dall’alba al tramonto, e non metaforicamente, questo ci ha permesso di entrare e attraversare secoli, strati di storia scolpiti nei monumenti sapientemente spiegati da Gaye la nostra guida turca. Arriviamo in albergo dove ci aspetta il Vescovo Daniele, che ci ha raggiunti con un giorno di ritardo per aver celebrato – come si diceva – il funerale di don Bernardo Fusar Poli a Bagnolo.”