BAGNOLO – Don Bernardo, folla per l’ultimo saluto al decano dei preti cremaschi

Lo scorso 29 giugno ha festeggiato – alla presenza di tre Vescovi, di tanti sacerdoti e amici – i suoi 103 anni e l’80° di ordinazione sacerdotale (per l’occasione anche una pergamenta inviata dal Papa). Ora celebra nella liturgia perenne del Cielo. Don Bernardo Fusar Poli, parroco emerito di Bagnolo Cremasco, decano dei preti cremaschi (e d’Italia), ha lasciato questo mondo la notte di domenica 25 agosto: era pronto nel rispondere alla chiamata di quel Padre che ha amato e servito mirabilmente nella sua lunga e feconda esistenza.

Profondo il cordoglio della comunità bagnolese e dell’intera Chiesa cremasca: un affetto, denso di ammirazione e di gratitudine, che s’è manifestato con l’incessante visita presso la camera ardente nel ‘chiesuolo’ e con la foltissima partecipazione alla cerimonia funebre di lunedì pomeriggio, presieduta nella parrocchiale di Bagnolo dal vescovo monsignor Daniele Gianotti con cui hanno concelebrato il parroco don Mario Pavesi, il curato don Piergiorgio Fiori e parecchi sacerdoti.

Don Bernardo, nato a Chieve il 10 dicembre 1915, è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1939 dal vescovo Francesco Maria Franco. È stato curato alla Santissima Trinità, parroco di Santa Maria dei Mosi, direttore spirituale del Seminario, assistente diocesano della gioventù femminile di Azione Cattolica e, infine, parroco a Bagnolo dal 1956 al 1991, rimandovi poi come cappellano fino al 2013.

Don Bernardo è restato nella parrocchia bagnolese anche da quiescente, vivendo in un appartamento privato dove ha continuato il suo gigantesco lavoro di raccolta di documentazione ragionata attorno ad alcuni temi fondamentali. Di questo instancabile lavoro è frutto il libro Gesù Cristo nelle definizioni di se stesso, che ha pubblicato proprio in occasione degli 80 anni di ordinazione presbiterale.

Ha fatto e donato tanto, don Bernardo. In particolare a Bagnolo attraverso il suo ministero e con un’infinità di iniziative: ponendosi in ascolto di tutti, discutendo di temi d’attualità, condividendo le attività pastorali.

Nel pomeriggio di lunedì 26 agosto, come detto, il funerale: presente l’amministrazione comunale di Bagnolo Cremasco in forma ufficiale, oltre a gruppi, associazioni e tantissime persone.

“Le parole con le quali Paolo si rivolge ai cristiani di Tessalonica, in questa che è la sua prima lettera a noi rimasta e, probabilmente, il più antico scritto cristiano a noi noto – ha detto il vescovo Daniele iniziando l’omelia e facendo riferimento alla lettura proclamata – sono anche parole che possiamo sentire in bocca a don Bernardo; quasi una sua lettera, da dove ora il Signore lo ha chiamato, anzitutto per questa sua comunità di Bagnolo Cremasco, nella quale è vissuto per ben sessantatre anni: più di metà dei pur numerosi anni della sua vita, trentacinque dei quali, come ben sappiamo, come parroco”.
Ma è una lettera di don Bernardo, ha proseguito monsignor Gianotti, “anche per tutta la nostra Chiesa, per le altre comunità da lui servite, per il Seminario diocesano di cui è stato direttore spirituale per dieci anni a partire dal secondo dopoguerra; una lettera nella quale egli ci dice, prima di tutto, che rende grazie a Dio per tutti noi, rende grazie a Dio perché negli ottant’anni del suo ministero presbiterale – festeggiati qui poco meno di due mesi fa – ha potuto raccogliere in abbondanza i frutti che Dio ha fatto crescere per suo mezzo”.

Nel suo lungo ministero, ha ricordato il Vescovo, “don Bernardo ha potuto senz’altro ripetere l’esperienza di Paolo: ha visto senz’altro che il Vangelo, da lui annunciato e servito, si è diffuso ‘non soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione’. Anche don Bernardo, con le parole di Paolo, ci dice oggi: ‘Ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene’. Sì, lo sappiamo bene, ed è stato ben ricordato con varie testimonianze anche nella Messa per l’ottantesimo di ordinazione. Sappiamo che don Bernardo, trovato da Dio degno di essere ministro del Vangelo, così lo ha annunciato, ‘non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori’. Sappiamo che don Bernardo, ben consapevole anche dei suoi peccati, non ha però cercato la gloria umana; sappiamo che ha svolto il suo ministero con determinazione e tenacia ma che, alla fine, potrebbe dirci – ci dice, anzi – con le parole di Paolo: ‘Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli. Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari’”.

Un dono della vita di don Bernardo per la comunità di Bagnolo sono stati certamente anche i lunghi anni della sua vecchiaia, “portati – ha rilevato il vescovo Daniele – con pazienza e vissuti anche, finché gli è stato possibile e fino a tempi recenti, con alacrità spirituale e intellettuale. Anni che, certo, incominciavano a pesargli, mentre cresceva in lui il desiderio di partire per l’ultimo viaggio. Mi ha chiesto, in occasione di una visita in ospedale: ‘Ma devo campare ancora?’. Quel che ho potuto dirgli, naturalmente, era che la cosa non dipendeva né da lui né da me… Certo è che egli ormai si sentiva pronto: mi ha detto, nel corso delle ultime visite, che si sentiva in pace, che era pronto a morire in pace”.

Dio, ha osservato monsignor Gianotti, “gli ha dato e anche chiesto di vivere una vita molto lunga: ma gli ha fatto questa grazia – di cui dovremmo essere tutti più consapevoli e desiderosi – di prepararsi coscientemente e pacificamente alla morte. Ha aspettato a lungo il ritorno del suo Signore, per aprirgli la porta: e il Signore lo ha trovato desto, vigilante, anche se è venuto a prenderlo durante il sonno del corpo, nel mezzo della notte, prima dell’alba, per portarlo con sé nelle nozze eterne. E ora, ne siamo sicuri nella fede, il Signore si stringe le vesti ai fianchi, fa mettere a tavola il nostro don Bernardo e passa a servirlo nel banchetto della vita eterna”.

Nella stessa prima lettera ai Tessalonicesi, ha concluso il Vescovo, “Paolo sostiene la fede della giovane comunità nella speranza del Signore risorto, perché, dice non dobbiamo ‘essere tristi come gli altri che non hanno speranza’. Ancora una volta, è come se don Bernardo ci scrivesse ora queste parole. È lui che ci dice: ‘Se crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti… e noi per sempre saremo con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole’”.

A tratteggiare la vita e la personalità di don Bernardo sono intervenuti anche il parroco don Pavesi e, al termine della Messa, Mario Cadisco che è stato suo collaboratore: ne ha ricordato la passione per la cultura e lo studio, l’impegno nella carità e l’attenzione ai bisognosi, la dedizione al mondo occupazionale e alla dignità dei lavoratori, la cura della famiglia (organizzò pure un Sinodo parrocchiale a tema). Anche monsignor Oscar Cantoni, vescovo di Crema prima di monsignor Gianotti, ha inviato un messaggio di cordoglio ringraziando don Bernardo e chiedendogli di pregare dal Cielo per tutti e per nuove vocazioni.

Ora il decano del presbiterio cremasco riposa nel cimitero bagnolese.