ITINERARI DELLO SPIRITO/11 – Offida e il miracolo eucaristico

Offida
È indiscutibilmente un gioiello sulle colline del Piceno, segnalato come uno dei borghi più belli d’Italia. Parliamo di Offida (Ascoli Piceno), una cittadina che sorge su di uno sperone roccioso, tagliato dal torrente Lama. È la cittadina del merletto: ne esiste un museo, numerose le botteghe ancora attive e le donne che, sulle porte delle case, lavorano con il tombolo per la gioia dei turisti.
Qui vi furono insediamenti fino in età preistorica, vi abitarono Etruschi e i Piceni, poi arrivarono i Longobardi (VI sec. d.C.), in fine divenne, nel 1292, un borgo qualificato quando papa Niccolò IV concesse a Offida e ai comuni marchigiani la facoltà di eleggere podestà, consoli e priori.
L’impianto urbanistico si è sviluppato nel Medioevo e nel succesivo periodo rinascimentale. Oggi è tutto da visitare: le mura, la piazza del Comune con il bellissimo Municipio, il teatro Serpente Aureo, la chiesa collegiata (del XVIII sec.), il museo delle tradizioni popolari e le numerose chiese. Bellissima la passeggiata lungo le strette vie medievali rimaste quasi intatte. Insomma, Offida merita assolutamente una visita e non tradirà le aspettative.

Il miracolo eucaristico

Ma sono principalmente due le motivazioni per cui vi vogliamo portare a Offida: un evento straordinario ricordato anche nella nostra cattedrale di Crema e la sorpresa di una meravigliosa chiesa dedicata alla Madonna.
L’evento di cui parliamo è il celeberrimo Miracolo Eucaristico di Offida. Siamo tutti a conoscenza di quello di Bolsena (che diede origine alla festa del Corpus Domini), ma non meno celebre è quello le cui reliquie sono conservate nella chiesa di Sant’Agostino del borgo marchigiano. Nella nostra cattedrale Giovan Battista Lucini raffigurò quattro Miracoli eucaristici: quello di Bolsena, di Pozen, della beata Cadamosto, e il Miracolo eucaristico di Offida.
L’evento successe a Lanciano, quando nel 1273, una donna di nome Ricciarella, accostandosi alla Comunione, rubò l’ostia consacrata, su consiglio di una maga, con l’intento di polverizzarla all’interno di un coppo arroventato e poi mescolarla al cibo del marito Giacomo Stasio per placare il suo carattere violento. Ma nel momento della preparazione l’ostia si trasformò in carne da cui fluì sangue abbondante, al punto che la donna fu costretta a tamponare il coppo con una tovaglia.
Le reliquie dello straordinario evento si conservano in una edicola protetta da una cancellata in ferro e da due sportelloni in noce del XV sec., all’interno di una cappella sopraelevata alla quale si accede dall’abside della settecentesca chiesa di Sant’Agostino, posta a pochi metri dalla piazza del Municipio.
Tali reliquie consistono in una tovaglia del XIII secolo (unico esemplare esistente dell’epoca) con macchie di sangue, il coppo macchiato anch’esso di sangue e i frammenti di ostia consacrata, trasformati in carne, contenuti in una preziosa croce in argento del XIV secolo.
Il Miracolo Eucaristico di Offida è stato riconosciuto ufficialmente e le reliquie – gelosamente conservate – vengono mostrate al pubblico ogni anno il 3 maggio giorno di grandi feste per la città. La storia del miracolo è raccontata nel portale bronzeo della chiesa, realizzato dal Aldo Sergiacomi nel 1994.

S. Maria della Rocca

L’altra grande sorpresa che Offida riserva è la chiesa di Santa Maria della Rocca, posta su uno sperone, fuori dalla cittadina, nel luogo dove un tempo sorgeva il castello longobardo appartenente a Longino D’Azzone. Il colpo d’occhio è notevole: la chiesa s’innalza poderosa sullo sperone di roccia, con la facciata rivolta verso la valle. Alla città mostra le tre absidi e il solenne campanile.
La chiesa venne costruita dai benedettini di Farfa, quando nel 1039 l’esistente castello con piccola cappella vennero loro donati. Demolito il primo, inglobarono la seconda nella nuova grande costruzione.
Si entra dal bel portale nell’abside centrale. Immediatamente si resta affascinati dalla grande cripta sorretta da una selva di severi pilastri in cotto che reggono archi e vele a tutto sesto. Le absidiole della vastissima e suggestiva cripta sono affrescate mirabilmente dal cosiddetto Maestro di Offida (XIV sec.): vi ha raffigurato i cicli di Santa Caterina di Alessandria, di Santa Lucia, diverse Madonne in trono e altri Santi. Le due absidi sono meravigliose.
La cripta è vasta quanto la chiesa superiore: bisogna percorrerla interamente e salirvi mediante un’antica scala. La chiesa superiore è a una sola navata molto slanciata, quasi spoglia, con soffitto a capriate e conclusa da tre absidi, la maggiore al centro e due minori. Vi si trovano tracce di affreschi che un tempo foderavano l’intera aula. Molto belli quelli del catino absidale raffiguranti Profeti, angeli e sante vergini, opera del maestro milanese Ugolino di Vanne (XIV sec.). A sinistra del transetto una Madonna del latte opera di fra’ Marino Angeli (XV sec.). Sul lato opposto: Deposizione, Crocifissione, Madonna con Bambino e santo, affreschi di età rinascimentale attribuiti a Vincenzo Pagani. Insomma una chiesa tutta da godere!