GUATEMALA/7 L’associazione VA’L VAQ QUYOL fondata da don Rosolino

Le altre due direzioni dell’attività pastorale del vescovo mons. Rosolino Bianchetti nel Quiché sono più di carattere pratico e legate al lavoro.

Una riguarda l’azienda agricola della diocesi, trasformata in pochi anni in un vero modello di sviluppo.

Comprata nel 2000 per installare l’antenna della nascente Radio diocesana, col cambio delle frequenze sia l’antenna che il terreno furono abbandonati e quest’ultimo divenne una pista abusiva di motocross.

Mons. Rosolino, grazie ad aiuti, soprattutto dalla Germania, ed alla competenza del solito Diego, che qui scherza con la piccola mandria…

sta trasformando in un interessante esperimento.

Trattandosi di un’estensione enorme, in parte occupata da bosco, sono state piantate 10.000 nuove essenze, in particolare pini e cipressi, ricercatissimi se i tronchi sono diritti, segno che sono stati ben curati.

Un’altra parte è stata affittata all’università Cattolica dei Gesuiti, che vi hanno costruito una scuola elementare, media e superiore.

La rimanente parte è stata destinata, come abbiamo visto, all’allevamento di mucche da carne e quindi alla coltivazione di foraggio.

Anche il mais ha il suo spazio…

cosí come cole la coltivazione di pesche e mele

Un discorso a parte va fatto per gli ortaggi, la cui coltivazione  andrebbe sicuramente potenziata. Le zucchine portate dall’Italia hanno reso benissimo e si continuerà.

Per i pomodori invece, dati gli scarsi raccolti a causa di parassiti molto aggressivi, si è pensato di costruire una serra di protezione e di procedere nei prossimi giorni al trapianto delle piantine. Da non dimenticare infine l’allevamento di pecore e di galline ovaiole.

Tutto questo fino ad ora dà lavoro a tre famiglie, ma quando le attività saranno a regime, i lavoratori aumenteranno. L’obiettivo è duplice:  contribuire all’autonomia economica della diocesi e dimostrare che, se incentivata dallo stato , l’agricoltura può creare posti di lavoro.

Non possiamo dimenticare infine l’impulso cooperativo che Rosolino, ancora prete, ha dato alla produzione del caffè. Siamo nella sede storica dell’associazione VA’L VAQ QUYOL, che in lingua Ixil significa “A una sola voce”, fondata nel 1988 da un gruppo di produttori di caffè con il contributo della Cooperazione italiana e della Cooperativa per il  commercio equo e solidale La Siembra di Crema.

L’altrettanto storico leader Arcadio, qui ritratto insieme a Domingos, che si occupa dei produttori, ci racconta in un laboratorio completamente vuoto, per la fine della spedizione anche dell’ultimo sacco di caffè, ci descrive le varie fasi del caffè:

raccolta del prodotto, pulizia, prima selezione dei grani meccanica, selezione fatta a mano da 480 donne che a gruppi di 80 si alternano ogni 6 ore ai nastri. Nell’ultima sala il caffè viene insaccato… e finalmente spedito.

In questa immagine a sinistra il caffè con la buccia, mentre nelle altre due si notano le diverse dimensioni dei grani, frutto del paziente lavoro delle donne.

31 anni di vita e di lotta, ci racconta Arcadio, dove si è affrontato di tutto: dalla crisi mondiale del 2008 alla tremenda piaga che pochi anni fa ha quasi azzerato la produzione. Ma sono ancora lì: quasi 1.300 produttori, di cui 134 donne, un terzo piccolissimi e 28 container inviati sia in Europa che negli stati Uniti.

E la sede è sempre nella storica casa, fatta restaurare da Rosolino, con l’aiuto dei giovani che avevano partecipato ad un corso di falegnameria sostenuto dall’Associazione stessa. Ancora un esempio di collaborazione vera e vincente che deve essere conosciuta e additata a modello.

A questo punto, sul piede del ritorno, non ci rimane che ringraziare mons. Rosolino, per aver saputo inculturarsi nella sua gente, riuscendo così a interpretare le richieste di questo popolo, disprezzato da tutti e che invece ha saputo valorizzare e far crescere!

Enrico Fantoni