ITINERARI DELLO SPIRITO/9 – La Madonna della Stella, santuario di Paolo VI

Madonna della Stella
Vi portiamo oggi al santuario di Paolo VI, la Madonna della Stella, sul colle chiamato, in passato, Selva per la folta vegetazione, situato sopra i Comuni di Concesio, Cellatica e Gussago. Una località bresciana abbastanza vicina, per un bel pellegrinaggio pomeridiano.
Era il Santuario più caro al cuore di Giovanni Battista Montini. Fin da bambino – era nato a Concesio – la mamma, signora Giuditta, ve lo portava. Il futuro papa saliva sul monte con genitori e fratelli, lo vedeva dalla finestra della sua casa natale. Alla “Stella” rimase fedele durante tutta la sua vita: continuò a salirvi da sacerdote e da arcivescovo di Milano.
Lo testimonia mons. Pasquale Macchi, suo segretario, in una lettera a don Pasini, uno degli ultimi Rettori del Santuario:
“Accompagnai più volte l’allora Arcivescovo di Milano in visite rapide ma sempre assai devote alla Madonna della Stella. Il ricordo della Madonna e del Santuario era assai vivo in Lui. A Milano, più volte, mi confidò che avrebbe desiderato terminare i suoi giorni come Rettore del Santuario della Stella per dedicarsi ivi alla preghiera, alla confessione ed alla predicazione….”
Il disegno di Dio fu ben più grande e il piccolo devoto della Madonna della Stella, diventerà il successore di Pietro.
Il ricordo di Paolo VI lo troviamo oggi in una splendida statua bronzea del grande scultore Luciano Minguzzi, che esprime tutta la tensione spirituale del beato Papa. L’opera venne inizialmente collocata sulla parete esterna del santuario verso la sua casa natale di Concesio, è stata poi spostata e sistemata su un basamento marmoreo nella piazzetta antistante.
Venne benedetta da san Giovanni Paolo II in occasione della sua visita in terra bresciana il 26 settembre 1982. Il Papa polacco si complimentò quel giorno per il gemellaggio stabilito tra il santuario della Madonna della Stella e quello di Jasna Gora.

L’apparizione

Ma veniamo alla storia del santuario. Anche in questo caso all’inizio della vicenda vi è l’apparizione della Madonna a un povero.
Si narra che il 31 maggio del 1536, l’ultimo giorno del mese a Lei dedicato, la Vergine sia apparsa, all’interno di una fulgida stella, a un pastore sordomuto di Gardone Val Trompia, intento a pascolare le pecore nei colli tra San Vigilio e Cellatica.
Il pastore stava recitando il rosario, quando all’improvviso, rifulse davanti ai suoi occhi una stella lucente e nel mezzo di quella luce gli apparve la Madonna con il Bambino Gesù in braccio. Parlò soavemente al pastore chiedendogli di invitare gli abitanti dei paesi circostanti a dedicarle in quel luogo un tempio.
La Vergine Maria si era presentata al pastore come un’umile donna, ma il povero sordomuto era rimasto ugualmente sconvolto. Davanti alla titubanza del poveretto, la Madonna lo incoraggiò assicurandolo che Ella stessa avrebbe con prodigi e grazie confermato la sua richiesta. E il primo prodigio fu il riacquisto della parola da parte del povero pastore.
Molto interessante e significativo questo dono della parola a un muto perché porti il messaggio di Maria al popolo: nel Battesimo il cristiano riceve l’impegno di ascoltare e dire la Parola del Figlio suo al mondo: “Effatà” (cioè apriti), dice il sacerdote toccando orecchi e labbra al piccolo battezzato. La Madonna è sulla stessa linea.
I Reggenti delle tre località non si convinsero subito dell’avvenuta apparizione, tuttavia visto che le voci si erano diffuse tra il popolo, andarono al luogo della presunta apparizione. E lì trovarono, con sorpresa, nel mezzo di un pianoro il disegno delle fondamenta del futuro santuario, al centro del quale sorgeva un bellissimo giglio illuminato dai raggi di una stella innalzata da terra.

IL SANTUARIO

I Reggenti si convinsero dunque della visita della Madonna. Il 23 giugno 1536, un decreto firmato da mons. Lorenzo Muzio, vicario generale del vescovo Francesco Cornare, concedeva ai tre Comuni la facoltà di erigere un santuario. Il 2 giugno 1537 veniva posta la prima pietra. I lavori di costruzione durarono circa due anni con la cooperazione e le offerte dei fedeli. Nel 1539 il santuario era ultimato.
Recenti studi attribuiscono il disegno della costruzione all’arch. bresciano Agostino Castelli (1480-1561) tecnico di costruzioni militari del Governo veneto, ma autore anche di opere civili e religiose. Il santuario della Madonna di Bevegno, da lui disegnato, presenta forti analogie stilistiche con il nostro della Stella (un vano centrale con volta a botte, affiancato da altri due minori anch’essi a botte).
Il santuario venne completato lungo lo scorrere degli anni. I tre Comuni eressero ciascuno un altare di marmo per i rispettivi patroni. Nel 1634 veniva dedicato un altare a S. Carlo Borromeo. Nel 1679 venne costruito il bellissimo altar maggiore, nel 1704 le due porte dell’altar maggiore; nel 1713 la cornice dell’immagine della Madonna.
All’inizio del XX secolo il santuario conobbe momenti di abbandono. È rimasto praticamente chiuso per 46 anni, dal 1912 al 1958 quando il nuovo rettore don Faustino Negrini diede inizio ai primi restauri che poi furono portati a termine dal successore don Mario Pasini.

Madonna della Stella, interno

L’interno del santuario è uno scrigno di opere d’arte di autori bresciani. Gli altari posti immediatamente oltre l’ingresso, a destra e a sinistra, sono legati al culto di San Francesco con due tele di Pietro Marone (1548-1625), grande pittore bresciano che assimilò gli stili di Raffaello, Veronese e Moretto. Sull’altare destro, L’indulgenza della Porziuncola, sull’altare sinistro San Francesco che venera la Madonna.
Altra bella tela di Antonio Gandino (1565-1631) è quella dei Santi Patroni posta all’altare a destra di quello maggiore. Raffigura appunto La Madonna con i santi Firmino e Gottardo (nella parte superiore) e nella parte inferiore i santi patroni delle tre località che fondarono il santuario: San Lorenzo per Gussago, San Vigilio per San Vigilio di Concesio, San Giorgio per Cellatica.
Infine l’altare dedicato a Carlo Borromeo con il santo vescovo in preghiera al centro e attorno 18 piccole tele con Episodi della vita.
Ma veniamo all’altare maggiore, cuore del santuario (del 1679). Bellissima la complessa composizione del presbiterio (balaustre del 1691, pavimento, altare del 1679 e porte laterali, sormontate da gruppi scultorei, il tutto in marmi policromi).
Al centro, sopra l’altare, la grande ancona lignea, disegnata e intagliata nel 1713 da Bortolo Balladori, come la facciata di un tempio greco con relativo timpano retto da colonne corinzie scanalate. Nel mezzo, in una cornice di volute, angeli, fiori e grande conchiglia nella parte alta, la tela della Madonna della Stella (in realtà una Madonna del latte) è del grande pittore bresciano Gerolamo Romanino (1485-1561). Davanti a questa splendida Madonna non possiamo fare altro che fermarci in preghiera: “Ti saluto, Santa Madre di Dio, Vergine gloriosa e benedetta!”
Al termine della visita al santuario è consigliabile scendere a Concesio (circa 3 km) e visitare la casa Natale di papa Paolo VI.