GUATEMALA/5 L’attività pastorale nella diocesi di don Rosolino

La Cattedrale di Santa Cruz de Quiché addobbata per la festa della patrona S. Elena

Nella situazione che abbiamo descritto, mons. Rosolino, sesto vescovo del Quiché, dal 2012, dopo la breve parentesi a Zacapa, ha rivolto i propri sforzi essenzialmente in quattro direzioni. Due le raccontiamo in questo servizio; le altre due in un prossimo.

La prima è quella di continuare e rafforzare il lavoro comunitario, già iniziato dai suoi predecessori, in particolare mons. Gerardi e mons. Cabrera. Ho già segnalato come il senso di appartenenza ad una comunità sia molto forte tra gli indigeni. E questo sia in città che nelle campagne. Per esempio la parrocchia della Cattedrale di Santa Cruz de Quiché (qui addobbata per la festa della patrona S. Elena) conta su 14 piccole comunità in città e su 30 comunità rurali. Qui ci troviamo nella più lontana Comunità rurale, Caserío Culiòn, formatasi da poco tempo e quindi piccola, ma molto animata.

Più a nord, nella regione di lingua Ixil, abbiamo partecipato ad una riunione per la costruzione di un salone parrocchiale. La riunione si è svolta in chiesa e, a modo suo è stata animata. Tutti hanno espresso la propria opinione, a volte contrastante, ma senza alzare la voce e in lingua Ixil, gentilmente tradotta e riassunta dal fedele Francisco.

È un momento importante per la Comunità di Tzalbal, un paese di 3.000 abitanti. Sono infatti presenti i rappresentanti eletti delle 33 comunità che gravitano intorno a questa comunità e che tra poco diventerà parrocchia, alleggerendo la parrocchia di Nebaj che conta ormai 106 comunità. Il terreno prescelto, anche perché meno caro, è, come si vede, boscoso e in pendenza e quindi richiede lavori particolari e penso che la diocesi di Crema possa dare un valido sostegno economico!

La seconda direzione, fortemente legata alla precedente è quella della Formazione.

Così con il contributo della CEI, della Chiesa tedesca e, in piccola parte, della diocesi di Crema, tre anni fa ha fatto costruire un Centro di formazione.

Occupa un intero isolato e può ospitare fino a 700 persone, suddivise nelle aule, nel salone grande della plenaria, suddivise nelle aule, nel salone grande della plenaria…

nelle sale dei laboratori… nella cappella.

Ogni sabato si incontrano gruppi di laici che si occupano di  catechesi, liturgia, missione, ministeri straordinari… Il tema che stanno affrontando è l’ultimo documento del Papa, l’esportazione ai giovani: Christus vincit.

Negli altri giorni della settimana le sale sono utilizzate per altri incontri, senza escludere quali di carattere artistico, culturale e musicale… non può mancare una sala dedicata alla marimba, lo strumento nazionale del Guatemala!