Il Polo della Cosmesi. Oltre 70 le aziende associate. Parola al presidente Matteo Moretti

Polo della cosmesi
Al centro il presidente Moretti
Oggi cerchiamo di conoscere innanzitutto il Polo della Cosmesi, che associa più di 70 aziende, il cui presidente è il dott. Matteo Moretti.
Signor Moretti, da alcuni anni il Cremasco ha sviluppato una nuova eccellenza in campo industriale: il settore cosmetico. Ci fa una po’ la storia di questa crescita sorprendente? Perché le aziende hanno scelto e scelgono il Cremasco?
“Il Cremasco è da sempre caratterizzato dalla dinamicità imprenditoriale: prima la meccanica e adesso la cosmesi. Una filiera nata in modo spontaneo grazie alla capacità dei singoli imprenditori che si sono dimostrati lungimiranti inserendosi di fatto in un settore che 40 anni fa muoveva i primi passi. La realtà odierna parla da sola: la filiera industriale a monte – in Italia – è composta da oltre 590 imprese, che hanno prodotto ricavi per oltre 5,7 miliardi di Euro, occupando più di 25 mila addetti. L’export rappresenta il 49% del fatturato, con punte di oltre il 90%.”
Il Cremasco quindi ai vertici: è vero che il 60% del contoterzismo mondiale della cosmetica è qui da noi?
“Il 65% del make-up di tutto il mondo e di tutti i più grandi marchi internazionali (da Dior a Chanel, Estée Lauder, Lancôme, L’Oréal, Collistar solo per citarne alcuni) nasce nel distretto lombardo, tra Crema, Bergamo, Milano e la Brianza. Proprio in questo quadrilatero si concentra la gran parte dei terzisti italiani.”
Come sono organizzate le aziende? Lei è il presidente del Polo della Cosmesi, quante aziende raggruppa e come opera?
“Il Polo della Cosmesi oggi è una realtà consolidata che raggruppa più di 70 aziende, concentrate specificatamente nell’area di Crema e circondario, con un fatturato aggregato di circa 700 milioni di Euro e più di 2.800 addetti. L’Associazione si prefigge di essere punto di riferimento e di sintesi per le aziende operanti nella filiera della cosmetica italiana: dalla produzione diretta di cosmetici e affini, alla produzione di packaging primario e secondario, al confezionamento per conto terzi, alla progettazione e produzione di macchinari e impianti, e per tutte le aziende di servizio con una missione focalizzata nel settore della cosmetica.
Il Polo della Cosmesi intende caratterizzarsi per una impronta operativa rivolta alla incentivazione e diffusione dell’innovazione tecnologica nel settore della cosmetica, alla promozione delle attività di internazionalizzazione delle imprese associate, facendosi inoltre parte attiva a sostegno della qualificazione e formazione delle risorse umane e professionali operanti nel settore e per l’attivazione di sinergie ed economie di distretto.”
Spieghi un po’ ai nostri lettori, spesso sorpresi da questa straordinaria performance cremasca, che cosa producete?
“All’interno del Polo della Cosmesi sono presenti diverse aziende che coprono l’intera filiera, dalla produzione diretta di cosmetici, al packaging primario e secondario, alla progettazione e realizzazione di macchinari e impianti. La flessibilità, la continua ricerca, il know-how, l’esperienza pluriennale nel settore cosmetico e del make-up, consente a queste aziende di essere altamente innovative e competitive per servire al meglio i clienti sul mercato globale. Fanno parte di una filiera verticale in grado di occuparsi dalla A alla Z di un prodotto; creatività, design, progettazione, ricerca e sviluppo, soluzioni di packaging, automazione, full service a 360°. Le aziende associate creano e sviluppano soluzioni innovative, esclusive e personalizzate; le caratterizza una forte passione e la volontà di affiancare i Brands nello sviluppo di prodotti vincenti sul mercato.”
Sono sufficienti le infrastrutture nel Cremasco? Cosa chiedete in più? Quali esigenze avete per sviluppare al massimo la vostra performance?
“A più riprese e a tutti i livelli abbiamo elencato quali sono le necessità anche infrastrutturali. Problemi che non riguardano solo la cosmesi, ma il mondo imprenditoriale in genere. Dai collegamenti stradali, a quelli veloci – e qui parlo della Rete – che portano il nome di banda larga. E maggiore formazione, che deve essere mirata. Più servizi insomma, che in ultima analisi andrebbero poi a beneficio di tutti.”
Avete partecipato al Cosmoprof di Bologna, in che consiste?
“Il Polo della Cosmesi, sin da quando era aggregazione spontanea di imprese partecipa da sempre al Cosmopack accompagnando le aziende nel processo di internazionalizzazione. Presenza che viene riconfermata anche per l’edizione 2019 e che per il secondo anno consecutivo attraverso la ‘collettiva Italia’ che ha occupato 200 metri quadri all’interno del padiglione 20. Cosmopack di Bologna è il più importante salone internazionale dedicato alla filiera produttiva della cosmetica in tutte le sue componenti; dalle materie prime agli ingredienti, dalla produzione conto terzi al packaging, dagli applicatori fino ai macchinari e alle soluzioni full service. Portare le aziende a questa manifestazione ha una doppia valenza; innanzitutto rappresenta una vetrina di straordinario valore per ogni singola impresa, in secondo luogo la loro presenza con uno stand collettivo aiuta a valorizzare il territorio e promuovere l’idea di sinergia e del Made in Italy.”
Quali iniziative organizzate nel Cremasco?
“L’Innovation day è tra le iniziative che più ci rappresenta. Dato il grande successo della precedente edizione che ha visto oltre 400 visitatori, poco meno di 40 aziende espositrici, oltre 300 incontri b2b, stiamo già lavorando alla 4a edizione dell’Innovation day che vedrà coinvolti diversi personaggi di rilievo del mondo del beauty, grandi brands italiani ed esteri, la presentazione di soluzioni innovative, conferenze, ricerca e soluzioni che disegneranno la filiera cosmetica del futuro. Non escludiamo possa diventare nel prossimo futuro un appuntamento internazionale on the road”.
Abbiamo notizia – e l’abbiamo già anche scritto – che puntate a un cluster di aziende. Che significa, quale il vantaggio? E a che punto siete?
“Per comprendere cosa sia un cluster, prendiamo in prestito la definizione dell’economista e professore all’università di Harvard Michael Porter: Identifica le concentrazioni geografiche di aziende e istituzioni che operano in certi settori in maniera interdipendente.
È l’obiettivo che il Polo della Cosmesi si è prefissato, e a più riprese ha già sollecitato in tal senso gli interlocutori politici a livello regionale, che sono il riferimento per ottenerlo. Tra i vantaggi, per esempio, sono indicati la riduzione del costo diretto e indiretto del lavoro e la riduzione dei costi di trasporto. Il riconoscimento di un cluster, che si differenzia dai semplici distretti industriali, è operazione lunga e complessa. Le fondamenta sono però già state gettate.”