DECIMA VEGLIA PER PADRE GIGI RAPITO IN NIGER

17 luglio: sono dieci mesi che padre Gigi Maccalli, missionario cremasco in Niger, della Società Missioni Africane, è stato rapito. Di lui non si sa nulla. Si prega comunque ogni giorno e, in particolare, ogni mese la comunità ecclesiale cremasca, organizza un momento di preghiera. Nella speranza che sia sempre l’ultimo e si possa presto riabbracciare padre Gigi.

Questa sera, alle ore 21, la preghiera comunitaria – presieduta dal parroco don Francesco Vailati – ha avuto inizio al santuario del Binengo con l’avvio del Rosario. Presente anche la famiglia di padre Gigi con il fratello p. Walter, anch’egli della SMA. Dopo la prima decina, il notevole numero di fedeli presenti si è messo in marcia verso la chiesa parrocchiale di Sergnano. In prima fila dieci lampade a ricordo dei dieci mesi di prigionia. Ad ogni decina, la lettura di un brano della lettera inviata idealmente a padre Gigi dal missionario confratello e amico padre Vito Girotto e pubblicata sabato scorso sul nostro giornale.

“Sono dieci mesi – inizia il testo – che ti aspettiamo fiduciosi nella preghiera per la tua liberazione e di quella di altri ostaggi di cui non conosciamo il nome, sapendo che i tuoi rapitori sono pure loro tenuti in ostaggio dalla violenza organizzata e programmata per incutere terrore e farci credere che c’è un dio che li appoggia e che darà loro la ricompensa delle loro azioni”. 

E si conclude: “Caro Gigi, Untaani (Dio unisce), restiamo uniti in quella Fede che ora è provata, ma che ci aiuta ad avvicinarci alla situazione della popolazione, tenuta in ostaggio dalla grande povertà e da una frontiera che sembra escluderla dal Niger dove vive da secoli.  ‘Dio è grande!’, come dicono tanti qui in Niger, e a lui affidiamo te e il popolo di Bomoanga, di Makalondi e di tutto il Sahel.” 

Percorso il tratto di via che che separa il santuario del Binengo da Sergnano, il corteo è entrato nella chiesa parrocchiale. Sull’altare campeggiava una foto di padre Gigi: ai suoi piedi sono state poste le dieci lampade, segno della sua prigionia.  

L’assemblea ha iniziato recitando una supplica alla Vergine Maria per il missionario rapito: “Confidiamo in te e a te affidiamo le nostre sofferenze e le lunghe tribolazioni vissute dal nostro caro padre Gigi, dalla sua famiglia e da tutta la comunità madignanese.”

È seguita la lettura di un brano del Vangelo di Luca: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi   segua.” Ha successivamente parlato un missionario ospite della SMA che ha lavorato per un certo periodo con padre Maccalli nella missione del Niger, padre Carlos Bazzara, originario dell’America Latina. È venuto a rappresentare la Sma, tutta unita idealmente alla preghiera dei Cremaschi a Sergnano.    

Padre Carlos ha espresso grande gioia di poter incontrare la famiglia di padre Gigi compreso il fratello padre Walter. “Sono argentino – ha detto – e ho vissuto i miei ultimi dieci anni di missione in Niger. I primi dei quali con padre Gigi che era partito nove mesi prima di me in questo Paese che è per il 98% musulmano.”

Padre Carlos ha ricordato la collaborazione con il missionario cremasco e che a quel tempo era suo parroco: “un uomo organizzato, il che facilitava il lavoro. Tutte le settimana ci trovavamo per verificare la situazione e armonizzare la nostra attività pastorale. A volte non era facile andare d’accordo, ma sempre ci siamo riusciti e abbiamo pregato davanti al Signore per poter lavorare insieme.” Poi, padre Carlos è stato trasferito in un’altra parrocchia.

“Penso sempre a padre Gigi – ha continuato – e mi chiedo che cosa stia pensando, quali versetti biblici sono oggi la sua consolazione.” E ha offerto alcuni spunti: affidare al Signore le sofferenze di padre Gigi; pregare perché la sua prigionia finisca al più presto; sperare che il ricordo delle persone che l’hanno amato, non lo ferisca; essere convinti che la sua assenza costituisce una comunione ancora più profonda: la comunione dei santi. 

“Gigi – ha concluso – ha certamente la certezza di essere nelle mani di Dio. Il suo dolore ci dia la forza di continuare la nostra missione.” 

La veglia s’è conclusa con la preghiera per padre Gigi composta dal vescovo Daniele, il Padre Nostro e la benedizione.