DECORO – Scritte sui muri, altro che arte!

Non parliamo di arte, per favore. Un muro di un palazzo storico (o anche di una costruzione più moderna) con una firma o un graffito non lo è. È semplicemente un muro deturpato! Punto. Il graffitismo (writing per dirla all’inglese), è nato come manifestazione sociale e culturale e s’è diffuso in tutto il mondo, ma poco centra con le antiestetiche scritte che a ogni angolo si trovano anche nella nostra città.
La creatività non può e non deve trovare espressione sulle case e sulle cose d’altri, c’è poco da dire.
Per la maggior parte degli esempi cittadini è giusto parlare chiaramente di atti vandalici, da punire secondo le leggi vigenti. Eppure gli autori la fanno sempre franca. Il riferimento non è chiaramente ai murales e graffiti dipinti ai sottopassi (autorizzati e promossi dal Comune) o lungo il muro della ex Everest di Santa Maria.
Scritte volgari, firme e disegni compaiono un po’ ovunque. Non c’è via o quartiere dove i muri e gli arredi urbani (cartelli compresi) siano stati lasciati in pace.
È praticamente improbabile riuscire a cogliere gli autori delle scritte in flagrante – firme, sigle, frasi di generica denuncia o di insulto – anche perché agiscono in orari insoliti. riflessione.
Fenomeno meno diffuso, ma altrettanto fastidioso, infine, è quello dei volantini “promozionali” incollati su muri, cestini e spazi pubblici, dappertutto: distribuire opuscoli ha un costo, quindi è più semplice appendere manifesti e locandine in libertà, in barba a ogni legge o tassa specifica.
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