Festival Acquedotte – Questa sera i Franz Ferdinand. In attesa l’intervista al leader Alex Kapranos

Franz Ferdinand
In attesa di una delle rock band miglior del pianeta abbiamo intervistato il leader Alex Kapranos.
“Ho cominciato a scrivere canzoni a 14 anni e ho capito subito che la musica sarebbe stata il mio destino. Poi me ne sono serviti 18 per trasformare la passione in mestiere, ma non mi lamento. Anzi, mi rendo conto della grande fortuna che ho: salire sul palco. Ecco perché vivo ogni concerto come una festa”. A parlare è Alex Kapranos, classe 1972, frontman dei Franz Ferdinand, protagonisti questa sera della quinta edizione del Festival Acquedotte (biglietto: 30 euro più prevendita). Anche il pubblico si divertirà un sacco: il quintetto scozzese – 17 anni di carriera, oltre 10 milioni di dischi venduti e premi vinti a volontà – è una delle rock band migliori del pianeta e regala sempre concerti entusiasmanti, pieni di energia.

Ci dà un’anticipazione sullo show?

“Sarà un vero e propri spettacolo, più che un live: evito i dettagli per non rovinare la sorpresa. Aggiungo soltanto che proporremo i nostri brani più celebri e diverse tracce di Always Ascending (Domino Records, ndr), il cd che abbiamo pubblicato nel 2018: dal vivo sono una bomba”.

Il vostro quinto album cos’ha di diverso dai precedenti?

“Ci proietta nel futuro: in studio abbiamo sperimentato come non era mai accaduto. Senza dimenticare il passato: il dna resta quello dei Franz Ferdinand, però abbiamo aggiunto suoni inediti, anche grazie a tecnologie all’avanguardia”.
L’ultimo singolo estratto si intitola Lazy Boy: chi è il più pigro del gruppo?
“Senza dubbio Paul (Thompson, ndr): alla batteria è una macchina da guerra, ma appena mette via le bacchette entra in modalità ‘stand by’. Io? Se posso poltrire a letto la mattina, sono felice; il resto della giornata non sto fermo un attimo”.

È attivo anche sui social?

“Sì, a piccole dosi e con il massimo rispetto della privacy: sono convinto che chi documenti su internet ogni istante della propria giornata nasconda una vita tristissima”.