Ex colonia di Finalpia: hotel chiuso e moroso

finalpia
Tutti ricordano l’entusiasmo per la riapertura della struttura che un tempo ospitava la Fondazione opera marina e climatica cremasca a Finalpia (l’ex Colonia dove tante generazioni di bambini cremaschi sono transitate), ma lo scenario di oggi, con l’hotel recuperato a lussuoso resort, è mutato.
Del tema s’è discusso nell’ultima Commissione di Garanzia comunale, presieduta da Simone Beretta, un paio di settimane fa.
I consiglieri sono stati informati delle difficoltà del gestore che non ha aperto la struttura per questa stagione estiva. “Da un anno circa – riferisce Emanuele Coti Zelati de La Sinistra – il gestore non paga l’affitto e ha accumulato un debito sul canone pari a 187.000 euro (sui 230.000 euro annui dovuti), che per la verità non è neanche così esagerato”.
Di qui la decisione del CdA di imporre la chiusura, con il ricorso alle vie legali già annunciato. Il 24 luglio, anzi, scatterà lo sfratto per morosità. “A parte queste note tecniche che ci son state riferite – riflette il consigliere comunale fuori uscito dalla maggioranza – in Commissione è emerso, anche a detta del sindaco Stefania Bonaldi, che la struttura non è adatta a ospitare disabili o anziani con problemi motori per una serie di barriere architettoniche presenti. Anzi, addirittura ci è stato detto che non è mai decollata la convenzione per ospitare soggetti con un basso reddito Isee, come sempre è stato sbandierato”.
Coti Zelati, come gli altri, è rimasto sorpreso. “Fino a ieri ci hanno detto che le agevolazioni per le ‘fasce protette’, per così dire, erano possibili e attive. Ora la struttura non è adatta e costa troppo. Insomma l’intenzione di favorire i cremaschi non è reale: le categorie a cui si riferiscono gli sconti sono le stesse che avrebbero difficoltà poi a vivere una vacanza sul posto. Una contraddizione che è un vero peccato per tutti”, conclude. Già.