BAGNOLO: Gli 80 anni di Messa di don Bernardo Fusar Poli

“Tutta la nostra persona miri a respirare Gesù. Tutti i nostri atti, tutta la nostra vita gridino che noi apparteniamo a Gesù. Tutto il nostro essere rappresenti un riflesso, un profumo, qualcosa che gridi Gesù, che lo faccia vedere, che risplenda come una luminosa immagine.”

Con le parole conclusive (una citazione di Charles de Foucauld) del libro di don Bernardo Fusarpoli, pubblicato per l’occasione, il vescovo Daniele ha voluto concludere l’omelia di questa mattina, nella celebrazione gioiosa dell’ottantesimo di sacerdozio del parroco emerito nella chiesa di Bagnolo, dove è stato pastore dal 1956 al 1991. “Una data storica – ha aggiunto – penso che don Bernardo sia il prete più anziano d’età (103 anni) e di ordinazione (ottanta appunto) dell’intera Italia.” 

Stamattina, dunque, s’è celebrata nella parrocchiale di Santo Stefano a Bagnolo, una ricorrenza unica: quella degli 80 anni di sacerdozio di don Bernardo Fusar Poli. Presenti oltre a mons. Gianotti anche i vescovi cremaschi mons. Carlo Ghidelli e mons. Franco Manenti, attorniati da numerosi sacerdoti e da tantissimi fedeli. Seduto, a lato del presbiterio con la stola per la concelebrazione, anche il centotreenne don Bernardo, visibilmente emozionato. 

 All’inizio della celebrazione, il saluto del parroco don Mario Pavesi, che ha parlato di “traguardo prestigioso e forse per la gran parte inviolabile. Beati coloro che hanno goduto dei 35 anni di ministero di don Fusar Poli e poi dei tanti anni della sua presenza discreta a Bagnolo.” Ha ringraziato tutti i presenti, ha informato che si univa alla gioia della ricorrenza anche il vescovo Oscar. Ha ricordato pure i cinque sacerdoti che celebrano il cinquantesimo di sacerdozio, partendo dal bagnolese don Lorenzo Vailati. “Qui a Bagnolo – ha concluso – abbiamo il prete più anziano della diocesi, don Bernardo ordinato il 29 giugno 1939 dal vescovo Franco e il sacerdote più giovane, il curato don Piergiorgio, ordinato l’8 giugno scorso.” 

Ha anche parlato del libro di don Bernardo, pubblicato dal Centro Editoriale Cremasco proprio in questi giorni, in occasione del suo 80simo di Messa e che è stato distribuito al temine della Messa. Parla di Gesù Cristo nelle definizioni di se stesso, scritto con la passione per il Maestro che traspira dalla conclusione citata dal vescovo. E ha chiesto un grande applauso per don Bernardo.

Il vescovo ha aggiunto che si univano alla festa anche il vescovo Rosolino del Guatemala e don Federico Bragonzi dall’Uruguay. Insomma una Chiesa intera anche oltreoceano, a festeggiare un traguardo mirabile.

Nell’omelia il vescovo Daniele ha ricordato che don Bernardo, concludendo il suo servizio di parroco nel ‘91, aveva detto: Ringrazio il Signore di avermi portato qui in salute, lo prego perché mi sia ancora benevolo. Il che si è abbondantemente realizzato. 

Oggi prega con le parole di Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede. La fede, quel dono prezioso che viene da Dio e va custodita perché diventi in noi fondamento di un dinamismo che trasforma la nostra persona nella carità. Si conserva spendendola lietamente nel ministero, nell’impegno operoso, come ha fatto don Bernardo.” E ha citato il libro del festeggiato “segno della curiosità della fede e dell’amore per Gesù”. “Corriamo con perseveranza – ha concluso – tenendo fissò lo sguardo su Gesù come don Bernardo fa in questo libro.”

Al termine della santa Messa, altre tre testimonianze.

Stefano Aiolfi ha raccontato tre episodi della vita di don Bernardo. L’opposizione che un gruppo di “scalmanati” hanno fatto al suo arrivo, fino a diffondere manifesti e a tentare di “legare le campane”. Don Bernardo arriva e si pone in atteggiamento di ascolto di tutti, stemperando tutte le ostilità 

Poi i tre sinodi. Don Bernardo vuole la partecipazione e li organizza per far discutere la gente: due sulla famiglia, uno sui giovani con 600 di loro a confrontarsi su temi d’attualità. La partecipazione è vivacissima.

Terzo periodo alla fine degli anni ottanta, quando don Bernardo deve affrontare l’assenteismo. Non demorde assolutamente e si fa in quattro per contenere l’emorragia di fedeli.

E conclude: “Don Bernardo è stato grande perché ha fatto cose grandi.”

Il prof. Giacomo Bonomi, altro allievo di don Bernardo, ha ricordato anch’egli le discussioni sui problemi, la condivisione di attività pastorali. “La vita – ha detto – si misura quanto dura, quanto è larga e quanto è profonda: don Bernardo ampliava fortemente il pensiero e andava sempre in profondità, per trovare le radici dei problemi. Don Bernardo ha fatto tutto per dono, non per sè. Sarà sempre per noi una stella cometa.”

Infine il Sindaco Paolo Aiolfi: “I sacerdoti che sono stati nel mio cuore sono don Bernardo e don Paolo. Si rivolge al festeggiato ricordando l’importanza del traguardo raggiunto “per lei, ma anche per tutti noi di Bagnolo”. E lo ringrazia per la testimonianza della fede.

A don Bernardo viene consegnato, infine, la pergamena di auguri firmata personalmente da papa Francesco. 

Conclude lui, il centotreenne don Bernardo: “Grazia e grazie. La Grazia è Gesù. Il grazie a tutti i vescovi e a tutti i presenti.”

In oratorio un rinfresco per tutti.

In serata un concerto del coro Pregarcantando e del gruppo orchestrale G.M. da Crema    diretti da don Giacomo Carniti che festeggia anch’egli i cinquant’anni di Messa. In programma cinque esecuzioni del Magnificat da parte di autori di vari secoli.

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