PARROCCHIE CITTÀ – Celebrata dal Vescovo la solennità del Corpus Domini

Un momento della Messa ai giardini pubblici

Celebrazione del Corpus Domini, il pomeriggio-sera di giovedì 20 giugno, a Crema. Hanno organizzato le parrocchie della Zona urbana e, nella sua tradizione itinerante, questa volta la Messa e la successiva adorazione si sono svolte presso i giardini pubblici di Porta Serio.
Ha presieduto il vescovo Daniele, affiancato dai sacerdoti delle comunità cittadine con in testa il vicario zonale don Angelo Frassi. Presente in forma ufficiale l’amministrazione comunale, con il gonfalone e il sindaco Stefania Bonaldi in fascia tricolore.

“Questa celebrazione itinerante – ha detto monsignor Gianotti nel saluto iniziale – permette alla città di abbracciare Gesù che va incontro a tutti, che esce e si fa presente sulle nostre strade. Se lo accogliamo, Lui ha ancora un senso nelle nostre vite”.

Quindi la liturgia della Parola, culminata nel brano del Vangelo di Luca – proclamato da don Nicholas Sangiovanni – con il celebre racconto noto a tutti come “la moltiplicazione dei pani”. Il Vescovo è partito proprio da qui nella sua omelia, ponendo in evidenza la reazione stupita e dubbiosa dei discepoli di fronte all’invito di Gesù che, davanti alla folla, dice loro “voi stessi date da mangiare”.

Ma come sfamare tutti se c’è a malapena cibo per pochi? Non era forse meglio congedare quella folla così grande? I discepoli, ha ricordato monsignor Gianotti, “forse si erano già dimenticati che Gesù li aveva mandati in missione, ad annunciare a tutti la Buona Novella e a guarire i malati, senza far prendere loro nulla per il viaggio. Eppure la missione aveva avuto successo! I discepoli, che già avevano sperimentato cosa Dio sa fare, non dovevano dunque aver timore nello sfamare quella folla: dovevano soltanto fidarsi”, perché avevano “già sperimentato che Dio è capace di fare cose straordinarie anche quando i nostri mezzi sono scarsi, addirittura nulli”. Fidarsi, perché il Signore si prende sempre cura di tutti.

Tale forza, ha sottolineato il Vescovo, è presente ancora oggi “ed è il dono di amore di Dio, che nel suo Figlio crocifisso donato a tutti sconfigge la morte e il peccato”. Questo dono di amore e perdono, perenne segno pasquale di salvezza, “rimane vivo nel Sacramento dell’Eucaristia, nei segni del Pane-corpo e del Vino-sangue. Nutrendoci in quel Pane spezzato e nel Calice del vino ci accorgiamo che siamo stati amati gratuitamente e che, allo stesso modo, siamo chiamati a realizzare, da discepoli testimoni e missionari, il compito di rendere presente nella nostra vita e nel mondo il Regno di giustizia, di amore e di pace del Padre, andando incontro soprattutto a quanti sono nel bisogno”.

Al termine della santa Messa è stata esposta solennemente l’Eucaristia, poi adorata a turno da vari gruppi gestiti dalle parrocchie cittadine. Alle ore 22, infine, la processione dai giardini alla chiesa di San Pietro, per la benedizione conclusiva e la reposizione del Santissimo.