Don Gipponi nuovo parroco di Trescore. Claudio Dagheti direttore Caritas

Da sinistra: don Francesco Gipponi, il vescovo Daniele e Claudio Dagheti

Don Francesco Gipponi è il nuovo parroco di Trescore Cremasco. La nomina è stata ufficializzata questa sera dal vescovo monsignor Daniele Gianotti e arriva a colmare il vuoto lasciato nella parrocchia di Sant’Agata Vergine e Martire da don Elio Ferri, scomparso lo scorso 1° dicembre (in questi mesi hanno amministrato e curato Trescore alcuni preti, in particolare don Maurizio Vailati e don Ersilio Ogliari, che tutti ringraziano). Don Gipponi – che assumerà il suo ministero di parroco a settembre – lascia la direzione della Caritas Diocesana: il nuovo direttore nominato dal Vescovo è Claudio Dagheti, già vicedirettore della stessa.

A completamento delle nomine, va rimarcato che don Gipponi sarà moderatore dell’Unità pastorale di Trescore Cremasco, Casaletto Vaprio e Cremosano (rimanendo don Achille Viviani parroco di queste ultime due parrocchie). Inoltre, don Gipponi diventa Consulente ecclesiastico della Caritas, mantenendo il ruolo di presidente della Fondazione Don Angelo Madeo.

Il nuovo parroco trescorese è nato a Crema il 25 agosto 1955. Ordinato sacerdote il 23 giugno 1979 dal vescovo Carlo Manziana, ha svolto il suo primo incarico a Moscazzano, dove è stato curato fino al 1982. Successivamente, sempre come curato, don Gipponi ha svolto il suo servizio a Capergnanica (1982-1986) e, per un lungo periodo, a Pianengo (1986-2006). È stato anche cappellano all’Ospedale Maggiore di Crema dal 1994 al 2001. Per tre anni, dal 2007 al 2010, l’attività a Montodine come cappellano.

Nominato direttore della Caritas Diocesana nel 2007, don Gipponi è parroco a Santo Stefano in Vairano dal 2010 e a Sant’Angela Merici dal 2012: realtà dove ha fatto bene, avviando anche un cammino d’insieme, e che ora lascerà.

Alla direzione della Caritas – in questi anni difficili di crisi economica e di profondi mutamenti sociali – don Gipponi ha dato un’impronta evidente, avendo come destinatari di ogni azione i poveri e le comunità. Queste ultime coinvolte, sensibilizzate e aiutate ad aprire gli occhi sulle difficoltà più prossime. Ogni iniziativa e attività è stata finalizzata non solo all’aiuto diretto, ma anche all’educazione su corretti stili di vita e con un’impronta pastorale basata sulla carità fatta di incontro, condivisione, partecipazione, scambio reciproco affinché le persone e le comunità vengano coinvolte e sensibilizzate. Molte le opere realizzate in questi anni.

Un cammino e uno stile di Caritas che proseguirà certamente Claudio Dagheti, 36enne, già vice e ora nominato direttore della struttura diocesana (assumerà il suo compito già con la seconda metà del corrente mese di giugno). Da anni inserito e partecipe nella vita diocesana, Dagheti è da poco stato ammesso al cammino per il diaconato permanente.

A don Gipponi e a Claudio l’augurio per un proficuo lavoro a servizio delle realtà a loro affidate dal Vescovo.