Castelleone – Che miracolo di piazza

Nelle foto due vedute della ricostruzione in scala di Piazza dei Miracoli
Meritava la visita il capolavoro di minuteria e modellismo (anche se definirlo così è fortemente riduttivo) frutto della passione e della precisione di Giuseppe (Pino) Agosti esposto per tre settimane nella vetrina dell’Ufficio Turistico di Castelleone, nella centralissima via Roma. In scala 1:100 l’ex imprenditore del settore metalmeccanico, dedicatosi con la pensione alla realizzazione di modelli, ha rifatto fedelmente piazza dei Miracoli, a Pisa, con la celebre torre pendente. Non un lavoro da hobbista dell’assemblaggio, ma un vero e proprio prodotto dell’artigianato e della manualità.
“Ho realizzato tutto io senza acquistare nulla – spiega soddisfatto Pino che ha 90 primavere alle spalle ma la vitalità di un giovane amante della vita –. Una ventina d’anni fa mi sono costruito un piccolo laboratorio con tornio, sega circolare e tutti quegli attrezzi che potevano tornarmi utili per costruire modelli. Quindi ho iniziato a lavorare il legno o i coppi per costruire da zero le varie parti che servivano a realizzare questo o quel progetto dopo averlo disegnato con cura”.
E così sono nati alcuni velieri di notevoli dimensioni, il Santuario della Beata Vergine delle Misericordia di Castelleone, piazza San Pietro e piazza dei Miracoli. “Tutto riprodotto fedelmente rispetto all’originale – aggiunge – sia per quel che concerne le proporzioni che i più piccoli particolari”. Lavoro che richiede precisione, fermezza di polso e una gran pazienza. Basti pensare che per la piazza dei Miracoli, per la quale Pino ha richiesto i disegni e le planimetrie originali alla curia pisana, ha impiegato due anni realizzando da solo circa 30mila pezzi, 200 archetti e 7.000 blocchetti in acero che come colore si presenta simile ai mattoni in marmo di Carrara della basilica. “Per la copertura – spiega – che nell’originale è in pietra d’ardesia, nel modellino è realizzata in noce nazionale grigia, quella maggiormente somigliante al vero”.
E che dire della torre. Ha la stessa pendenza con una inclinazione studiata con precisione in proporzione reale. Per non parlare del Santuario e dei suoi mattoni rossi, costruiti lavorando coppi, e soprattutto delle fughe tra un mattone e l’altro. “Si tratta di blocchetti spessi meno di un millimetro realizzati con pazienza, lavorando l’acero”. Proprio alla riproduzione della chiesa castelleonese è stato dedicato l’allestimento di inizio maggio all’Ufficio Turistico con il capolavoro di Giuseppe Agosti.
A cosa lavorerà ora? Beh Pino ci lascia nel mistero con il desiderio forse di confezionarci una sorpresa. Intanto si gode le sue meraviglie con le quali ha allestito una sorta di piccola mostra permanente in un locale di casa. Lo stesso nel quale è tornata, dopo il 2 giugno (ultimo giorno espositivo), la splendida piazza pisana.