CREMA – Ospedale Maggiore: la Direzione precisa dopo le accuse dei Sindacati

La Direzione Strategica dell'Asst di Crema. Da sinistra i dottori Sfogliarini, Sala, Ficarelli e Pellegata

Le criticità evidenziate dai Sindacati (che riportiamo in coda a questo articolo) non hanno lasciato indifferente la Direzione Strategica dell’Asst Ospedale Maggiore di Crema. Il direttore generale dottor Germano Pellegata, il direttore sanitario dottor Roberto Sfogliarini, il direttore amministrativo dottoressa Maurizia Ficarelli e il direttore sociosanitario dottor Pier Mauro Sala forniscono tramite la nostra testata una serie di precisazioni e, anche, di rassicurazioni.

Detto che le modifiche degli assetti delle Asst, compresa quella di Crema, sono legate alla Legge regionale 41 del 2015 e sono ancora in fase sperimentale fino al 2020 (quando la Regione e il Ministero valuteranno congiuntamente i risultati), i vertici dirigenziali dell’Ospedale Maggiore evidenziano subito che, per quanto riguarda l’efficienza della struttura sanitaria cremasca, “si conferma la positiva valutazione della nostra Asst nel panorama delle Aziende sanitarie della Regione Lombardia emersa in un recente incontro con la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia”.

In particolare, “l’Azienda soddisfa pienamente i bisogni dei cittadini del bacino di utenza con positivi indicatori sia per l’attività di ricovero che ambulatoriale: l’effetto si traduce in una maggiore risposta alla domanda di bisogno del cittadino e in una reale azione di contenimento dei tempi di attesa”. Guardando alle alte specialità e alle eccellenze, l’Asst di Crema “supera i livelli di attività previsti per Chirurgia vascolare, Cardiologia emodinamica ed elettrofisiologia, Radiolologia interventistica. Gli standard di qualità dell’assistenza sono rispettati: Crema – evidenzia la Direzione Strategica – si posiziona nelle fasce medio-alte per gli indicatori delle aree cardiovascolare, neurologica, chirurgica, respiratoria, screening e vaccinazioni. Le aree di attenzione sono oggetto di specifici piani di azione già messi in atto dalla presente Direzione (riduzione tempi attesa della Chirurgia oncologica, promozione di percorsi integrati a sostegno della nascita, sviluppo ulteriore dell’attività senologica). Siamo inoltre l’unica Azienda sanitaria lombarda a raggiungere l’equilibrio di bilancio in assenza di relativo specifico contributo”.

Veniamo alle criticità segnalate sul personale infermieristico. Il dottor Pellegata e i suoi collaboratori puntualizzano: “In Medicina, Dialisi e Fisiatria si conferma che non vi sono riduzioni di personale rispetto al passato e che la dotazione infermieristica prevista nel Piano risorse umane approvato è tutta coperta. Inoltre, l’Azienda assicura la stabilizzazione e le sostituzioni del personale uscente mediante accesso alla graduatoria esistente ed, esaurita quella, mediante avvio di nuova procedura di assunzione. Per ridurre il carico di lavoro si fa anche ricorso in parte ad affidamenti di attività di servizi a risorse esterne”. L’Asst, aggiungono i dirigenti, “ha sostenuto la crescente necessità di offrire prestazioni più complesse e qualificate con una politica di mantenimento delle risorse di personale in linea con i vincoli di sistema”.

Mentre l’impegno dell’attuale Direzione è orientato “allo sviluppo dell’integrazione tra ospedale e territorio valorizzando le sinergie esistenti nel contesto locale e nel consolidamento della struttura ospedaliera, confermandone il livello raggiunto”, si rileva come “lo sviluppo di attività complesse, che rappresentano anche eccellenze riconosciute, è reso difficile dalla grande difficoltà nel reperire gli specialisti medici in sostituzione delle dimissioni: tale situazione, di rilievo nazionale, rischia di condizionare pesantemente le scelte strategiche”.

Sul piano della sicurezza impiantistica, strutturale, tecnologica e dei lavoratori, la Direzione Strategica segnala che “sono state adottate concrete e tangibili azioni che hanno aumentato significativamente il livello della sicurezza antincendio attraverso la riduzione del rischi in tale ambito. I lavori di adeguamento previsti procedono celermente secondo la pianificazione approvata dai Vigili del fuoco e finanziata dalla Regione. È stata attivata la squadra antincendio e s’è provveduto alla formazione degli addetti antincendio”.

Venendo infine alla verifica in corso sulle premialità corrisposte a quote di personale “sono in atto gli ulteriori approfondimenti e azioni disposti dal Collegio Sindacale”.

I vertici aziendali concludono: “La Direzione conferma l’impegno per sostenere il livello raggiunto dall’Asst di Crema e la particolare attenzione alle risorse umane che costituiscono l’elemento essenziale del suo sviluppo, anche attraverso un confronto con i Sindacati sulle diverse problematiche”.

COSA DENUNCIANO LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Blocco delle assunzioni, carichi di lavoro insostenibili, verifiche su conti e premi. L’Unione Sindacale di Base (Usb) focalizza l’attenzione su queste problematiche ed esterna la propria preoccupazione circa il futuro dell’Asst Ospedale Maggiore di Crema che, sottolinea ancora una volta, “resta una delle realtà lavorative più importanti del territorio cremasco con i suoi circa 1.300 dipendenti più l’indotto”.

La Direzione Strategica dell’Asst, attraverso i revisori dei conti, ha avviato una verifica straordinaria in merito ai premi (in sostanza benefit economici in busta paga) dati ad alcuni dipendenti dopo l’aumento di operatività legato al passaggio di funzioni – come previsto dalla Riforma Sanitaria – dalle Asl all’Azienda Ospedaliera. Le Organizzazioni Sindacali sono state messe a conoscenza di tale verifica, ma sono ancora “in attesa di comunicazioni ufficiali da parte della Asst in merito a eventuali ripercussioni, se dovessero esserci, sui fondi del personale del comparto”. I sindacati hanno inoltre chiesto “di prendere visione tutti i documenti, di conoscere i nomi di chi ha partecipato al progetto, le cifre percepite dai singoli dirigenti e a chi è in capo la responsabilità di questa operazione”.

Per le componenti sindacali “questa è un’altra riprova del fallimento della recente Riforma Sanitaria Regionale, che ha dato vita alle Asst e che al territorio di Crema, rispetto a prima, non ha prodotto alcun miglioramento, anzi a quanto sembrerebbe le spese di gestione dei servizi sono aumentate e con loro anche i disagi gestionali per i dipendenti e utenti”. L’Usb è perentoria nell’affermare “che se c’è stato un errore di gestione dei fondi qualcuno ne dovrà risponderne in prima persona: non permetteremo che siano i lavoratori dell’Azienda a subire le eventuali conseguenze di operazioni gestionali, finanziarie e contabili decise in Regione e applicate a tutti i costi dai direttore generali”.

I referenti dell’Usb Luigino Degani, Paolo Moretti e Pierluca Finardi, insieme alla Rsu aziendale e alle altre organizzazioni sindacali, evidenziano intanto altre criticità “da tempo segnalate e che stanno vivendo in modo particolare il personale sanitario, infermieri e operatori socio sanitari dell’Azienda Ospedaliera di Crema. Nello specifico, spiegano, i problemi riguardano “il persistente blocco delle assunzioni, la cronica mancanza di personale, gli insostenibili carichi di lavoro, la mancata stabilizzazione del personale precario e non ultime le problematiche legate alla sicurezza e alla gestione di servizi come la Medicina, Dialisi, Fisiatria e il servizio di Portineria interna dell’Azienda”. I Sindacati puntualizzano: “I lavoratori meritano tutto il rispetto e il riconoscimento per il lavoro esemplare che continuano a svolgere – di qualità – per la professionalità con la quale continuano a esercitare una professione delicata e impegniativa nonostante le sempre più difficili e precarie condizioni di lavoro e stipendi non adeguati”.

Da tempo, l’Unione Sindacale di Base è “preoccupata per il futuro di questa Azienda: una preoccupazione che abbiamo manifestato a gennaio durante la presentazione del nuovo direttore generale, alle organizzazioni sindacli, sopratutto in merito alla scadenza del 2020, anno della prevista verifica funzionale straordinaria delle Asst lombarde, compresa quella cremasca. Riuscirà – è la fosca domanda finale – la nostra cara Asst di Crema a superare la verifica, prevista nel 2020, e a mantenere l’autonomia?”.