PAPA FRANCESCO PREGA PER PADRE GIGI MACCALLI

Il Papa durante il discorso ai missionari della Sma. Nel riquadro padre Gigi Maccalli

Papa Francesco prega per padre Pierluigi Maccalli, il sacerdote missionario cremasco, parroco di Bomoanga, rapito 8 mesi fa – il 17 settembre scorso – al confine tra il Niger e il Burkina Faso, da un gruppo di uomini armati, ancora non identificati, che aveva fatto irruzione, di notte, in casa sua. Il Pontefice lo ha ricorda incontrando in Vaticano i membri della Società delle Missioni Africane in occasione della loro Assemblea generale, e ancora di più assicura l’attenzione e la preoccupazione della Santa Sede per questa dolorosa vicenda.

Vi ringrazio per lo zelo missionario, impregnato di coraggio, che vi porta a uscire per offrire a tutti la vita di Gesù Cristo, a volte mettendo a rischio la vostra, sulle orme dei vostri padri fondatori… Vorrei, a tale proposito, associarmi alla vostra preghiera per il vostro confratello padre Pierluigi Maccalli, rapito da parecchi mesi in Niger, e assicurare la sollecitudine e l’attenzione della Santa Sede riguardo a questa preoccupante situazione.

Evangelizzare toccando la carne sofferente

Il Papa ringrazia i missionari africani che insieme a suore e laici formano una “gioiosa famiglia”, per l’impegno nel grande lavoro di evangelizzazione, specialmente tra le popolazioni rurali più lontane, là dove la comunità cristiana è ancora fragile o inesistente; per la loro attenzione ai migranti; per la sfida costante a raggiungere tutte quelle periferie “che hanno bisogno dell’annuncio del Vangelo”. L’evangelizzazione, ribadisce il Pontefice, è sempre fatta da una comunità che agisce “mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all’umiliazione se è necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo”.

Essere servitori della cultura del dialogo

Perciò il Papa li spinge a essere servitori di una cultura dell’incontro e del dialogo che sappia prendersi cura dei piccoli e dei poveri “per contribuire all’avvento di una vera fraternità umana”, poi di nuovo traccia “la scelta degli ultimi” come quella più necessaria.

Vi incoraggio anche a perseverare nel vostro impegno, in stretta collaborazione con i membri di altre religioni e istituzioni, al servizio dei bambini e delle persone più fragili, vittime delle guerre, delle malattie, del traffico di esseri umani. Perché la scelta per gli ultimi, per quelli che la società rifiuta e mette da parte è un segno che manifesta concretamente la presenza e la sollecitudine di Cristo misericordioso.

Aprire strade nuove

Ancora insiste sulla testimonianza dell’amore e sulla necessità di trovare nella vita sacramentale, nel servizio ai fratelli i mezzi per rinnovare l’incontro personale con Cristo. E’ urgente anche – afferma Francesco – recuperare lo spirito contemplativo e riscoprire ogni giorno di essere depositari di un bene che umanizza e aiuta a condurre una vita nuova. Infine incoraggia i missionari africani a non avere paura di aprire strade nuove “per andare oltre il conosciuto, verso le periferie e le frontiere”.

Preghiera per padre Gigi stasera alla Pallavicina

Intanto nella serata di oggi, venerdì 17 maggio, a otto mesi dal sequesto, come avviene ogni mese si tiene la preghiera diocesana per padre Gigi Maccalli. L’appuntamento è alle ore 20.45 davanti alla chiesa di Madignano – paese d’origine del missionario – da dove partirà la processione, con Rosario meditato, fino al santuario della Madonna della Pallavicina a Izano dove, alle ore 21.30 circa, ci sarà la preghiera comunitaria. In caso di maltempo si svolgerà tutto alla Pallavicina.