BILANCIO PARTECIPATIVO – Amministrazione scettica e anche le minoranze, escluso i Cinque Stelle

Il recente Consiglio comunale sul Bilancio

Per qualcuno una splendida opportunità, per altri un meccanismo che ingolfa le macchine comunali e che non produce gli effetti sperati, anzi! Stiamo parlando del Bilancio partecipativo, approdato in Consiglio comunale – martedì sera – per la mozione presentata da Manuel Draghetti dei Cinque Stelle, che, leggendo il documento, ha ricordato come il testo dello stesso sia il medesimo votato all’unanimità nel 2014, quando ancora l’amministrazione credeva in questa possibilità.

Già, perché oggi gli scenari sono cambiati, così come il parere del sindaco. Ma andiamo con ordine. Gianantonio Rossi (Pd) ha rammentato che esistono altri modi di coinvolgimento “come la Consulta dei quartieri, che ha il compito di instaurare un rapporto diretto tra cittadini ed eletti. Ci stiamo già muovendo nelle forme possibili”. 

“Sì, ma un cittadino al posto di rincorrere i consiglieri può avere strumenti istituzionali per interfacciarsi direttamente con l’amministrazione. Non chiudiamoci in quest’aula. A volte le Consulte non funzionano. Monza, ad esempio, ha approvato questo strumento del Bilancio partecipativo e funziona: riguarda una piccola percentuale del Bilancio, per alcuni investimenti che decide la gente”, ha replicato il giovane consigliere del M5s. 

Di fatto, la proposta è di istituzionalizzare un atteggiamento (di apertura ai cittadini) che in effetti da sempre le amministrazioni hanno promosso. A Crema in maniera positiva, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. L’ha sottolineato molto bene Jacopo Bassi, capogruppo del Pd: “Ci sono criticità – ha detto a Draghetti – per l’applicazione di questo strumento; nei municipi delle grandi città le condizioni sono diverse dalla nostra. Ci sono difficoltà del singolo cittadino a padroneggiare gli strumenti per portare proposte concrete all’interno dei Bilanci. A Crema, poi, non manca la partecipazione, c’è un forte attivismo di enti e associazioni, un dinamismo che è un vanto della nostra città. Realtà che dialogano con l’amministrazione, quotidianamente”. 

“Chiamata in causa intervengo – ha dichiarato il sindaco Stefania Bonaldi:  –. Draghetti, lei ha portato l’esempio di Monza, con progetti sì scelti dai cittadini, ma poi non attuati per diverse problematiche. Nell’ultimo nostro programma elettorale non troverà una parola sul tema: lo dissi chiaramente, ‘non farò il Bilancio partecipativo’”. Il primo cittadino ha chiarito che “anni fa in buona fede mi accostai alla materia, ma quel tipo di partecipazione si scontra con un sacco di problemi di ordine tecnico e non. Siamo eletti per governare. Il Bilancio partecipativo è un modo imperfetto e deresponsabilizzante per chi siede in quest’aula, ecco perché sono contraria”.

Domani ampio servizio sul Torrazzo.