EDUCAZIONE SANITARIA – Se nel cibo il sale è troppo… (2)

Ospedale
Ridurre il sale fa bene a tutti e non nuoce a nessuno. Terminava così, la scorsa settimana, la prima parte di questo intervento nel quale si sottolinea che il sale è un elemento essenziale per mantenere l’equilibrio biochimico dell’organismo intorno a determinati parametri che ne consentono un normale funzionamento. Inoltre, protegge il nostro corpo dall’eccessiva perdita di liquidi. Il suo eccesso, però, rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per la salute legati alla nostra alimentazione. Va detto che la quantità di sale
necessaria per il nostro organismo è molto bassa, 500 milligrammi al giorno, una soglia ampiamente superata nell’alimentazione quotidiana.
Da quali alimenti assumiamo il sale? Spesso si pensa che nell’alimentazione quotidiana il sale venga assunto solamente come condimento nella cucina casalinga. In realtà, il sodio, che è l’elemento chimico contenuto nel sale che gli conferisce sapore e proprietà, si trova anche naturalmente in cibi come acqua, frutta, verdura e carne. Ci sono alimenti che ne sono meno ricchi e altri che, al contrario, ne contengono maggiori quantità. Alimenti meno ricchi di sodio da consumare abitualmente: carni, pesce, uova, frutta fresca, spremute, frutta e verdure fresche, legumi, pasta, riso, polenta, pane poco salato, latte, yogurt, olio.
Alimenti ricchi di sodio da consumare saltuariamente: salumi, formaggi, pizza, cracker, grissini, patatine, salatini, pesce sotto sale o marinato, conserve vegetali, piatti industriali pronti, ketchup, salsa di soia, senape, maionese, olive, capperi, margarina, burro salato, dadi per brodo.
Ma cosa si può fare per ridurre l’assunzione di sodio e proteggere così l’organismo? Ciascuno di noi può scegliere alimenti a basso contenuto di sale, leggendo bene le etichette riportate sui prodotti. Molte sostanze usate per la conservazione dei cibi lo contengono. Cambiare le abitudini, si sa, è però molto difficile. Una soluzione può essere quella di ridurre il contenuto di sale negli alimenti, all’atto della produzione, senza modificarne il sapore e altre caratteristiche. Una delle principali fonti di sale nella nostra alimentazione abituale, è rappresentata dal pane, alimento che non viene in genere considerato apportatore di sale, ma che ne contiene invece più di quanto si pensi.
E allora, per iniziare, quale alimento può essere più indicato del pane?
Tutti noi, o quasi, lo mangiamo ogni giorno. Il pane non è un alimento particolarmente salato, ma molte persone di tutte le età lo consumano quotidianamente e in più porzioni. Scegliere un pane a ridotto contenuto di sale permette quindi di ridurne l’apporto giornaliero. Considerando che uno stile alimentare caratterizzato da un basso consumo di sale migliora la funzionalità cardiaca, e renale, aumenta la resistenza delle ossa e aiuta a mantenere la pressione arteriosa bassa, il pane a ridotto contenuto di sale ti aiuta a raggiungere questi obiettivi di salute!
Al fine di diffondere l’abitudine a consumare pane a ridotto contenuto di sale e a coinvolgere i panificatori nell’aiutare il cambiamento degli stili di vita delle persone, l’ASST di Crema ha aderito al progetto di ATS della Val Padana Con meno sale nel pane c’è più gusto e… guadagni in salute, in accordo con le Associazioni di Categoria dei panificatori.
* Responsabili del Gruppo aziendale W.H.P