EDUCAZIONE SANITARIA – Se nel cibo il sale è troppo…

Ospedale
La facciata d'ingresso dell'Ospedale Maggiore di Crema
Il sale è un elemento essenziale per mantenere l’equilibrio biochimico dell’organismo intorno a determinati parametri che ne consentono un normale funzionamento. Inoltre, protegge il nostro corpo dall’eccessiva perdita di liquidi.
L’eccesso di sale rappresenta però uno dei fattori di rischio più importanti per la nostra salute legati alla nostra alimentazione. La quantità di sale necessaria per il nostro organismo è molto bassa, 500 milligrammi al giorno, una soglia ampiamente superata nell’alimentazione quotidiana. Gli italiani, infatti, consumano circa il doppio della dose massima suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, pari a 5 grammi al giorno (=1 cucchiaino).
Il sale di cui noi abbiamo bisogno è contenuto negli alimenti naturali (acqua, frutta, verdura, carne) che consumiamo quotidianamente, quindi non ci sarebbe bisogno di aggiunte.
Il pericolo arriva invece dal sale ‘invisibile’: si stima che del totale introdotto, non oltre un grammo, sia quello naturalmente presente nei cibi; circa due/ tre grammi, sia aggiunto mentre cuciniamo; il resto, circa due terzi della dose quotidiana, quindi intorno ai cinque, sei grammi arriva da alimenti preparati, che lo contengono perché vi viene aggiunto e che spesso sono insospettabili.

Danni da una elevata assunzione di sale

• Favorisce l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa, questo si verifica non solo negli adulti, ma già nei bambini e negli adolescenti. Essendo l’ipertensione una delle cause principali di ictus (in Italia colpisce circa 200.000 persone all’anno) e di malattia aterosclerotica (può portare ad angina e a infarto miocardico), l’eccesso di sale risulta tra i responsabili di molti casi di tali patologie.
• Aterosclerosi: l’eccesso di sodio colpisce numerosi organi, a cominciare dalle arterie. Il sale può renderle più spesse e pregiudicarne la loro integrità. I danni alle arterie facilitano il processo che porta all’aterosclerosi e quindi possono causare la formazione di placche nelle
coronarie o nei vasi periferici. Un danno alle coronarie che vascolarizzano il cuore, ha effetti negativi anche sul cuore stesso.
• Malattie del cuore: un eccesso di assunzione di sale può condurre all’ipertrofia del ventricolo sinistro, cioè all’aumento della massa muscolare della camera principale del cuore deputata a sospingere il sangue in periferia, oltre che favorire la degenerazione delle cellule miocardiche e l’ipertrofia delle restanti, causa di possibili scompensi cardiocircolatorio.
• Funzionalità renale e rischio di osteoporosi: un eccesso di sale assunto con la dieta, compromette la funzionalità renale oltre ad aumentare le perdite urinarie di calcio, sottraendolo all’osso, con conseguente aumento del rischio di osteoporosi.
• Rischio di tumori dello stomaco: un aumentato consumo di sale è oggi associato a un maggior rischio di tumori dello stomaco in quanto può provocare effetti dannosi sulla mucosa gastrica e favorire la formazione di sostanze cancerogene. Secondo alcuni studi recenti l’abuso di sale è causa di circa un quarto di tutti i casi di cancro gastrico.
In definitiva, ridurre il sale fa bene a tutti e non nuoce a nessuno.
a cura di SILVIO BETTINELLI
ed ENEA ANTONIAZZI
Responsabili del Gruppo aziendale W.H.P
Aziende che promuovono salute