VIA CRUCIS A SAN BENEDETTO

Ormai tradizionale Via Crucis ieri sera a San Benedetto con grande partecipazione di fedeli, presenti autorità civili e religiosi e il vescovo Daniele che ha presieduto la celebrazione.

Grazie al parroco don Luigi e ai numerosi volontari che ogni anno s’impegnano nell’allestimento, la processione-Via Crucis s’è svolta nel miglior modo possibile. Come sempre, è stato portato a spalla dai giovani della parrocchia l’immagine del Cristo Morto conservata nella parrocchiale. Lungo il percorso di piazza Garibaldi, via Griffini, via Borgo San Pietro, via Cavour e via Mazzini per ritornare nella chiesa di San Benedetto, i fedeli hanno potuto seguire le meditazioni che hanno accompagnato le 14 stazioni, proclamate da diversi lettori ed accompagnate da coro della parrocchia. Quest’anno ha fatto da testo di meditazione la Evangelici Gaudium di papa Francesco.

Ritornati tutti nella chiesa, gremita di fedeli, il vescovo Daniele, davanti alla reliquia della Santa Croce, ha voluto ricordare il martirio di padre Alfredo Cremonesi che verrà proclamato beato in ottobre e la prigionia di un altro missionario, padre Gigi Maccalli, rapito in Niger il 17 settembre scorso, leggendo brani di loro lettere.

La prima, quella che scrisse padre Cremonesi nel ’52, a Il Nuovo Torrazzo, dopo essere ritornato nel suo villaggio dopo un lungo esilio per via della guerra. “Ora sono qui pronto anche a morire. Tutto quanto ho fatto io, s’intende con l’aiuto di Dio, è stato distrutto. Sono ridotto a nulla. Questo missionario che da 27 anni lavora e soffre in missione e gli è capitata la più grande disgrazia: la distruzione di tutto quanto aveva fatto in 27 anni di lavoro.” Parole addolorate di un missionario cosciente di poter andare incontro alla morte, al martirio, come poi è avvenuto nel 1953.

Gigi Maccalli, da parte sua, esprime un grande dolore per una bimba morta che gli ha dato comunque una comunione profonda con tutte le famiglie della sua missione che hanno perso un figlio. E racconta storie di risurrezione che hanno attraversato la Via Crucis: “Evangelizzare è umanizzare. Solo la risurrezione è la nostra forza!”

Al termine il parroco ha ringraziato tutti, le autorità e soprattutto il vescovo e mons. Gianotti ha benedetto i presenti.